ER CONTADINO SEMPRICIOTTO
ER CONTADINO SEMPRICIOTTO
Maria stava nella su’ stanza
co la finestra spalancata
e discuteva
co Cinzia la su’ cara amica affezionata.
Sai Cinzia , cara amica, come
sarebbe veramente bello,
se io avessi tutto pe me un
bellissimo giovane uccello.
Sono sicura che sempre,de certo, saprei accarezzallo,
e meglio de tutte l’antre signore, certo, saprei
sfamallo.
Ce passerei unita a
lui tutta quanta
la mi’ esistenza,
e, sono certa de passalla senza fare arcuna astinenza.
Un contadino , che passò de sotto , udì quer suo dire,
ed in un
certo quar modo , la volle , de certo, esaudire.
Se presentò l’indomani a lei facenno un bello inchino
e le consegno’ ‘na gabbia verde con dentro un
canarino.
Signorina cara me permetta de donalle questo uccello?
Lei lo guardò e disse,
sconsolata , : “ Quale quello?”
Er contadino rifrette un poco
cor su’
fine cervello
e rispose: “Perché Signorina volevate n’antro
uccello? “
Vittorio Banda
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