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LA DOTTORESSA NELLY

LA DOTTORESSA NELLY
I° ATTO

Un appartamento elegante, la scena si svolge nel salotto della casa l’Ingegnere Fabio
è seduto sulla poltrona e sta leggendo un libro, la domestica Lucia gli ha appena portato
una camomilla, fuori piove ed all’improvviso suona il campanello. Lucia va ad aprire è Nelly,
la moglie dell’Ingegnere, con l’impermeabile inzuppato d’acqua.

Nelly: Buona sera Lucia, che tempaccio,portami le pantofole
          e metti l’impermeabile ad asciugare,l’Ingegnere è
         rientrato?

Lucia : Sì Signora è seduto nel salotto, sta leggendo ed ha già
             preso la sua solita camomilla.


Nelly indossate le pantofole e messa la vestaglia entra nel salotto e si siede nella poltrona
Accanto a quella di Fabio.

Nelly : Ciao tesoro, come è andata oggi ?

Fabio : Una giornata perduta, a causa del maltempo non
             abbiamo potuto fare un collaudo che avevamo in
            programma,quando i programmi vengono sconvolti
           mi innervosisco.

Nelly: Vedo che hai già preso la tua solita camomilla, cosa stavi
           leggendo?

Fabio: Leggevo i pensieri di Gandhi, mi rilassano e mi aiutano
           a pensare alle cose della vita in modo sereno.

Nelly: Tu e la tua filosofia indiana, avresti dovuto essere con
           me in sala operatoria. Abbiamo effettuato un trapianto
          di cuore ad un giovane di 23 anni che, se non fossimo
          intervenuti in tempo,sarebbe morto.
         Una giovane vita affidata alle nostre mani è una responsa-
        bilità troppo grande ma nello stesso tempo ti esalta
        perché ti dà un potere immenso nelle mani ed è come
       se tu lo stessi ricreando. Grandioso !

Fabio: Non vedo cosa ci sia di tanto grandioso, la vostra è
           una professione come tante altre e siete chiamati a
          svolgerla nel migliore dei modi.

Nelly: Come al solito sei un cinico e non capisco quale
           utilità tu possa trarre dalle letture che fai, se
           questo è il risultato è meglio che tu legga Topolino,
          penso che ne trarresti più giovamento.

Fabio: Sei caustica ed offensiva, con te non si può mai
            discutere è meglio che vada a letto, domani mi
           aspetta una giornata difficile.
          Dimenticavo, ha telefonato la tua cara mammina,
         voleva sapere come mai non siamo andati a trovarla.
        Le ho risposto che non abbiamo avuto tempo, ma la
       mia risposta sembra che non le sia piaciuta visto che
      ha riattaccato subito.

Nelly: Avresti potuto essere più cortese con lei, lo sai che
          dopo la morte di mio padre soffre la solitudine ed
         aspetta con ansia una nostra visita o una nostra
        telefonata.

Fabio: Ognuno deve imparare a stare solo questo fa parte
            Del bilancio di una vita e quando succede bisogna
           Prenderne atto ed abituarsi a questa evenienza.

Nelly: Sono stanca dei tuoi bocconi insipidi di sarcasmo,
           non li digerisco mi rimangono in gola e l’unico
          effetto che sortiscono è una profonda amarezza.
         E’ proprio vero che voi uomini non sapete amare
        veramente il vostro amore è sempre misurato ed esclusivo.
       Misurato perché è confinato nel limbo del vostro egoismo
      e non trova o non sa trovare altri orizzonti.
      Esclusivo perché pensate di essere i soli proprietari di questo
     amore.
    Noi donne siamo diverse perché per noi l’amore è totale lo  
   percepiamo quando nasce una nuova creatura in noi, il nostro
  senso di maternità non ha limiti e si dona a tutto il mondo che
  ci circonda senza alcuna restrizione.
  Ecco perché ogni nostro atto è intriso nell’amore ed è questo che fa la differenza nel mondo.
Ma tu queste cose non le puoi capire perché sei fondamental-
mente un materialista, anche se cerchi con la tua filosofia
indiana di dare un senso alla tua vita, ma quale senso può avere una vita senza amore?
No, non dirmi che mi ami perché non sai nemmeno cosa vogliano dire queste parole, ne è una testimonianza la tua vita che basta da sola ad accusarti ed a condannarti per assenza di amore.

Fabio: Eccoci di nuovo alle solite, continuamente mi rimproveri
           di non essere come tu vuoi che io sia, ma non ci posso fa-
          re niente questo io ero e questo io sono, lo sapevi bene
         prima di sposarmi o forse pensavi, come tante, di potermi
        cambiare?

Nelly: Vedi, Fabio, io non ho mai pensato di cambiarti, ma pen-
          savo che la vita ti cambiasse, ma tu eviti che la vita viva
          in te e ti difendi lasciandola sempre fuori dalla porta del
         tuo cuore ed allora dentro di me nasce lo sconforto perché
        ancora una volta prendo atto della tua insensibilità e
        questo mi fa veramente male perché io, al contrario di te,
        sento sin nelle profondità delle mie viscere l’amore in tutti
         i suoi aspetti e mi stupisco del tuo modo di vivere.

Fabio :  Edificante questa tua lezione di vita, ma non mi aiuta di
              certo, anzi mi deprime e mi sconvolge, perché, come al
              solito, è priva di argomentazioni e di dati di fatto che io
              non vedo, tutti e due abbiamo fatto studi scientifici e
              dunque possediamo o almeno dovremmo possedere una
             mentalità analitica, ma non mi pare che nei tuoi discorsi
            vi sia alcuna parvenza di questa mentalità o sbaglio?

Nelly: Vuoi davvero che io faccia una analisi della tua menta-
           lità? Non ho voluto mai farla perché,come ti ho detto,
          speravo che la vita stessa con il suo svolgersi te l’avrebbe
         fatta. Ma di fronte ad una tua così brutale richiesta non mi
        sottrarrò ad un tale compito.
       Hai vissuto sempre nella bambagia del figlio unico coc-
      colato dai tuoi genitori, non hai dovuto mai dividere niente
     con nessuno ma hai sempre avuto tutto per te, senza alcuna
     limitazione, io non so quanto di questo sia colpa dei tuoi ge-
    nitori che ti hanno tanto amato, forse nel modo sbagliato,por-
    tandoti a scambiare il loro amore come qualcosa di dovuto e
    questo ha condizionato la tua futura esistenza.
   Esistevi solo tu, gli altri non contavano niente per te, tanto è
   vero che quando i tuoi genitori sono stati vecchi e bisognosi
   di assistenza li hai presi impacchettati, come si fa con degli
  oggetti, e messi tutti e due in un ospizio.
  Solo la domenica mattina facevi loro una visita di cortesia
 portando loro i soliti biscotti ed inventando una scusa sempre
diversa per potere scappare da quel luogo che per te era una
accusa vivente al tuo egoismo ed alla tua incapacità di amare.

Fabio: Non avevo altra scelta ero solo, come potevo con il lavoro
           che mi impegnava prendermi cura di loro. Era l’unica
          scelta logica che si potesse fare, ed io l’ho fatta !
Nelly: Non dire che era l’unica scelta logica perché erano pos-
           sibili tante opzioni ma il tuo modo malato di amare ti im-
          pediva dal prenderle in considerazione.
         Per esempio se tu fossi stato meno egoista, avresti potuto
         vivere con loro, rinunciando alla tua libertà e servendoli
         come loro hanno servito te quando eri piccolo.
        Avresti potuto prendere una persona che li accudisse nella
       loro casa, ma tu non hai pensato che sradicati dalla loro
       casa e dalle loro cose non avrebbero resistito, infatti dopo
      un anno sono morti prima tuo padre e dopo qualche mese
      tua madre.
     Non hai pensato che toglierli dalla loro casa era come to-
     gliere le radici ad una pianta, senza di esse muore e loro so-
     no morti.
    Vedi queste opzioni c’erano ma per essere viste e pensate ci
   vogliono gli occhi e la mente dell’amore che se non si possie-
  de rende ciechi ed ottusi e ci impedisce di comprendere le ra-
gioni del cuore.

Fabio: Questa tua disanima mi lascia del tutto indifferente e non
            mi scalfisce minimamente, fare questo è un tuo tentativo
           per sensibilizzarmi verso la tua amata mammina?

Nelly: No,come al solito,quando qualcuno ti parla in dimensioni
          spaziali, tu continui a vivere ed a muoverti in dimensioni
         planari, non comprendendo quello che ti si vuole veramen-
        te dire.
        Mia madre, è vero, è sola, bisognevole di cure di attenzioni
       e di affetto, ormai dopo la morte di mio padre sono rimasta
      solo io che, per fortuna, vivo nella stessa città, mio fratello
     Luigi, come sai, lavora in America e solo con qualche tele-
     fonata si fa presente, ma io che sono qui ho il dovere ed il
     piacere di prendermi cura di lei ed ogni volta che lo faccio
     ricordo sempre il suo amore che mi manifestava quando ero
    piccola e lei veniva per darmi il bacio della buonanotte e mi
   rincalzava le coperte, come potrei dimenticare questi atti di
   vero amore ed aderire ai tuoi reiterati inviti di metterla in un
   ospizio.
  No, Fabio, non lo farò mai, sin quando vivrò sarò al suo fianco
 aiutandola a vivere nella sua casa con le sue care cose e quan-
 do chiuderà gli occhi come ultima cosa vedrà oltre al mio volto
la casa dove ha vissuto, amato e sofferto e potrà così andarsene
in pace.

Fabio: Che bel quadro idilliaco di valori ormai fuori corso,parli
            di sentimenti di valori che non hanno più cittadinanza
            in una società che ormai si è affrancata da simili schiavi-
           tù.

Nelly: Parli di valori senza corso, ma come puoi non capire l’ab-
          bandono e la solitudine che invadono un essere che ha
         pienamente vissuto e che ha dato tutto se stesso per i figli
        e tu dici che nel momento in cui essi hanno bisogno dei
       figli, questi li devono confinare in un ospizio ?
      Ma quale cuore hai tu? Sei un formalista tu appartieni a
      quella schiera di persone che amano i propri genitori solo
      con l’apparenza, infatti li vedi che in qualche domenica o
     nel giorno della commemorazione dei defunti, portano dei
    fiori sulla loro tomba, le persone, caro Fabio, si onorano da
    vive, il comandamento dice: “Onora tuo padre e tua madre!”
   e non “Onora la tomba di tuo padre e quella di tua madre !”
   Questo è il vero senso della vita ed attraverso questo senso vie-
  ne trasmessa la educazione e la fede ai figli, ma tu queste cose
 non le puoi capire perché sei un materialista ed un cinico.

Fabio: Sai che in tante cose la pensiamo diversamente, ma non
           per questo io ho cercato di importi il mio modo di pensare
          come cerchi di fare tu adesso con me, non mi sembra
         onesto questo tuo modo di dialogare.

Nelly: Vedi Fabio, oggi molti si nascondono dietro la viltà di
           non volere dire la verità nella sua interezza ed è per
          questo che prospera la menzogna sino ad essere spacciata
         per la vera verità!
        Molti si astengono dal dire la verità per non crearsi fastidi
       e per continuare ad essere liberi di astenersi dai doveri che
      la verità comporta.
     Oggi è l’era dei diritti, i doveri non esistono più. Ricordi cosa
    dicevano nel 68 “ E’ severamente proibito di proibire! “
   Questo era il loro slogan e questo ha portato all’azzeramento
   dei doveri ed alla moltiplicazione dei diritti ! Quale insensa-
  tezza!
 Ma oggi viviamo in un mondo in cui sembrano essere tutti
 matti ed un savio in un mondo di matti è un matto.
Il mondo ha perduto la ragione così come Teseo avrebbe perso
la strada se non ci fosse stata Arianna con il suo filo a fargliela
ritrovare, oggi questo è il compito della donna mostrare all’uo-
mo la verità che, come il filo di Arianna, gli faccia ritrovare la
via del vero amore.

Fabio: Aspetto con ansia che tu mi dia questo bandolo nelle
            mani per seguirlo e per trovare questa tua famosa via.

Nelly: E’ già da tempo nelle tue mani, ma tu non lo puoi vedere
          né sentire, perché tu non hai l’amore che abbiamo noi
         donne, io ti auguro che tu, come gli altri uomini,possa
        vederlo e sentirlo per percorrere alfine la via che porta
       verso il vero amore, quell’amore che tutto perdona e tutto
      scusa quell’amore che tutto ama e tutto sente,quell’amore
     che è la stessa vita e che ci aiuta a vivere pienamente nella
    certezza che stiamo percorrendo la via giusta quella che ci
porta ad essere creature pienamente coscienti che solo l’amore conta al di sopra di tutto e di tutti.
Buona notte Fabio, spero che la luce possa dissipare le tene-
bre che ti avvolgono.

Nelly esce uscendo per la comune le luci sfumano, mentre Fabio rimane ancora seduto nella
sua poltrona.

Fabio: Buona notte Nelly, poi mi ripeterai tutto perché non
           ho capito quello che hai detto !

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA DOTTORESSA NELLY
II°  ATTO

 

La scena si svolge nel salotto, Fabio sta sistemando le sue carte nella borsa di pelle nera
E prende il suo computer portatile è pronto per uscire, entra Nelly già pronta per uscire.

 

Nelly: Buongiorno Fabio, spero che tu abbia riposato bene e che oggi
           possa portare a termine quel tuo collaudo così stai più sereno.

Fabio: Si, Nelly ho riposato bene e spero proprio che oggi possa portare
            a termine il mio programma senza alcun intoppo.

Nelly: Io passo da mia madre per prenderla e portarla con me in
          ospedale, perché ha bisogno di fare delle analisi, negli ultimi
          tempi non è stata bene e visitandola ho potuto riscontrare
          una aritmia cardiaca che non mi piace.
          Voglio andare più a fondo negli accertamenti e se non ti dispiace
          verrà da noi per alcuni giorni almeno sino a quando finiremo le
          analisi e le visite per stabilire con il cardiologo una cura che la
          possa risollevare.
          Spero che tu non sia contrario a questa mia decisione.

Fabio: Ecco perché telefonava la mammina, no se è solo per qualche
            giorno non ho nulla da eccepire, basta che poi se ne ritorni a
            casa sua, perché tu sai come la penso al riguardo.
             Sarebbe meglio per lei che andasse a Casa Serena, quella villa
             fatta apposta per le persone anziane e sole come lei, ma tu,
             come al solito, ti opponi a questa soluzione ed allora facciamo
             come desideri tu padrone.

Nelly : Fabio, devo scappare, non ho tempo per rispondere alle tue
            continue provocazioni, ieri sera ti ho parlato, ma tu, come al
            solito, non senti.
            L’unica cosa che ti raccomando, per il tempo che la mamma
           starà con noi, è di essere gentile con lei, lo sai che è una persona
            sensibile e che ha bisogno di tanto affetto. Lo farai ?
Fabio : Stai tranquilla, cercherò di essere gentile come un vero
             gentleman, da questo punto di vista non avrà di che
             lamentarsi. Adesso devo andare ci vediamo più tardi, spero
             di essere a casa per l’ora di pranzo se tutto va bene.

 

Fabio esce dalla comune con la borsa ed il computer, subito dopo esce anche Nelly.

Oscuramento di luci e la scena cambia Lucia , la cameriera sta per apparecchiare la tavola, dopo
qualche secondo suona il campanello, Lucia va ad aprire ed entrano Nelly e Laura la madre di
Nelly con una valigia. Nelly rivolgendosi a Lucia:


Nelly: Lucia, sistema questa valigia nella camera degli ospiti, mia madre
           starà con noi per alcuni giorni, prepara la camera e poi aggiungi
           un coperto a tavola.

Lucia : Subito Signora.

Lucia si avvia con la valigia uscendo dalla comune, mentre Nelly e Laura si siedono sul divano.


Nelly: Non avere paura mamma, non è così grave la tua aritmia, il mio
          collega cardiologo mi ha detto che con una attenta cura il tuo
          cuore starà meglio e così potrai stare tranquilla, coraggio vedrai
          che ce la faremo a superare anche questa.

Laura: Nelly, io non voglio disturbare né essere di peso, so come la
            pensa al riguardo Fabio, per cui ti prego, tesoro, facciamo
            prima che possiamo in modo che io possa ritornare a casa mia
            senza turbare la vostra quiete.

Nelly:  Nessun fastidio, mamma, lo sai che Fabio ha un suo carattere
            tutto particolare, ma questo non deve essere per te motivo di
            turbamento, ormai lo dovresti conoscere bene e poi sai come
            dice il proverbio: “Can che abbaia non morde ! “

Laura: Speriamo che sia come tu dici Nelly, ma come mai non è a casa
             a quest’ora?

Nelly: Aveva un collaudo importante mamma, ma aveva detto che
           sarebbe rientrato per l’ora di pranzo, dovrebbe essere qui
           da un momento all’altro, speriamo che non ritardi.


Lucia rientra nel salone e rivolgendosi a Nelly dice:


Lucia: Signora la camera è pronta, adesso posso servire a tavola?

Nelly: No, Lucia, aspettiamo che arrivi l’Ingegnere.

Lucia esce dalla comune.


Nelly: Non ti dà fastidio mamma se aspettiamo Fabio per pranzare, so
           che tu hai i tuoi orari e che pranzi presto.

Laura: No, tesoro, lo sai come la penso, la tavola è fatta per riunire la
            famiglia, perciò stai tranquilla aspetteremo Fabio per metterci
            a tavola.

Dopo qualche pausa di silenzio, durante la quale Laura prende una rivista dal tavolino del
salotto e comincia a sfogliarla, suona il campanello ed entra Fabio con l’aria stanca.

Fabio: Ciao Nelly, ciao mamma, come è andata la visità ?

Nelly: Tutto bene Fabio è solo una leggera aritmia cardiaca che con
           una buona cura si stabilizza.

Laura: Ciao Fabio,scusami per il disturbo che vi sto arrecando con la
            mia presenza.

Fabio: Non è niente mamma, speriamo che tutto vada per il meglio,
            adesso mettiamoci a tavola, pensavo che avevate già pranzato
           senza aspettarmi.

Nelly: No, la mamma ha insistito per aspettarti poiché dice che la
          famiglia deve essere unita a tavola.

Fabio: Va bene forse una volta le cose andavano così, ma mettiamoci
            a tavola perché è gia tardi.
            Lucia puoi servire.


Entra Lucia dalla comune e comincia a servire cominciando dalla Signora Laura, mentre continua con il servizio squilla il telefonino di Nelly, lei risponde e con il volto pensieroso
dice:

Nelly: Scusate, ma devo scappare subito in ospedale perché c’è un parto
           cesareo urgente da eseguire, spero di sbrigarmi presto, intanto
           Fabio ti prego di fare gli onori di casa a mamma, mi raccomando.

Fabio: Non temere cara, lo sai che voglio bene a tua madre, cercherò di
            fare del mio meglio, vai tranquilla la vita ti chiama.

Nelly esce dalla comune ed a tavola restano soli Laura e Fabio e lui dopo una leggera pausa dice:


Fabio: E’ la prima volta che rimaniamo soli mamma, tutte le altre volte
            che ci siamo visti c’era sempre presente Nelly.

Laura: Per la verità Fabio, speravo che questo potesse accadere, anzi
            ho pregato perché accadesse.
             Nelly mi ha detto che tu hai tante volte insistito perché io andassi
            in quella casa di riposo per anziani, ed io non ho mai voluto
           farlo, perché per me sarebbe la fine e non riuscirei a viverci.

Fabio: Suvvia, mamma, penso che tu drammatizzi la situazione, perché
            si tratta solo di andare in un posto dove avresti compagnia e
            saresti sempre assistita con riguardo, poi noi quando possiamo
            verremo a trovarti e non saresti sola.

Laura: Vedi, Fabio tu forse non capisci ma stare nella mia casa dove
             dove ho vissuto per tanti anni con Pietro è come vivere ancora
             con lui perché ogni oggetto, ogni quadro, ogni mobile mi parla
             e mi ricorda lui ed i momenti felici trascorsi insieme; di ogni
             cosa ti potrei dire il momento in cui io e Pietro l’abbiamo scelta
             e portata a casa con amore, tutto mi parla di lui e non potrei
             vivere in un altro posto.
             Adesso ti mostrerò una cosa che desidero che tu tenga per te
             stesso e che la conservi nelle tue cose, del resto io ormai la
             conosco a memoria e di certo non la dimenticherò mai.
             E’ quello che ho trovato riordinando le carte lasciate da
             Pietro dopo che è mancato, lui sapeva che sarebbe stato il primo
            a partire è il suo ultimo pensiero per me.
            Eccolo.

Laura estrae dalla borsa una busta che sull’esterno porta la scritta: “A Laura con amore. “
La porge a Fabio che aprendola inizia a leggere:

 

Fabio:    RITORNO

Ti aspetterò seduto sopra una nuvola nel cielo.
Tu verrai a me col tuo vestito bianco con il velo,
come quando sorridente e felice lo indossasti
nel giorno splendido in cui a me tu ti legasti.

Anch’io indosserò il mio bell’abito nuziale
e nulla al mondo ci potrà più far del male.
Ci prenderemo nuovamente per la mano,
nel tempo infinito che non è più umano.

Mi narrerai degli anni passati in solitudine,
con i ricordi in fila come una moltitudine.
Ci daremo un lungo bacio appassionato
e il tempo vuoto alfin sarà così colmato!

 

Fabio fa una pausa, palesemente commosso e con una espressione del volto come se avesse
appreso di colpo la verità ed inizia a parlare in modo sommesso.


Fabio: Dovevate amarvi tanto, perché così solo si può spiegare il
           pensiero di mio suocero, queste cose non si capiscono o si
           tengono sepolte sotto la polvere del quotidiano, attaccandosi
           alle cose futili e trascurando i veri valori, quelli che io non
           conosco.
           Io amo Nelly, ma non con quest’amore che tu mi hai mostrato.
           Nella vita, almeno una volta, ci dovrebbe essere data la
           possibilità di denunciare noi stessi, quell’altro io che vive con
           noi e che ci opprime mettendoci addosso una corazza di grande
          insensibilità e di fastidio per tutto quello che è spirituale,
          facendoci immergere nel materialismo e di fatto ci consegna ad
         una morte ontologica perpetua, come vorrei denunciare questa
         parte di me stesso perché venga giustiziata e rimanga la sola parte
         spirituale.


Laura: Fabio, avevo pensato anche di andare in quella casa di riposo
             vincendo tutte le resistenze di Nelly e pregandola di
             accontentarmi, perché volevo ridarti la vita, la mia fine avrebbe
             segnato il tuo principio verso una vita nuova, ma poi ho pensato
             che  Pietro non avrebbe approvato e ripensando a lui ho recitato
             a mente quello che mi aveva scritto ed allora ho pensato che era
             quello che dovevo darti perché tu potessi custodirlo tra le tue
             cose più care.

Fabio:  Mamma, ti devo ringraziare perché è stato come lo sciogliersi di
             un nodo che mi teneva legato o una luce che è venuta a
             rischiarare le tenebre in cui vivevo.
             Tutti noi abbiamo bisogno di una luce per vedere e tu oggi sei
             stata questa luce per me, una luce che, sono certo, cambierà il
             mio amore per Nelly facendolo diventare vivo e non come è stato
             sino ad ora una abitudine affettiva destinata a spegnersi.

Laura:  Solo l’amore, quello vero, ci può salvare Fabio e vivere è amare,
             ed io l’ho sperimentato nella mia esistenza vissuta con Pietro,
             anche nel tempo che passavamo a casa giocando a ramino, si
             sentiva che eravamo una cosa sola.

Fabio:  Mamma, facciamo una partita a ramino?
Laura: Volentieri Fabio prendi le carte ed un notes, facciamo cinque
             cent a punto ti va bene?

Fabio: Perfetto, corro.


Fabio prende le carte ed il notes si siede ed inziano a giocare.
Dopo una leggera pausa bussano alla porta, Lucia va ad aprire ed entra Nelly dalla comune.


Nelly: Cosa succede ? vi vedo tranquilli che giocate come dei vecchi
           amici. Io ho aiutato un maschietto a venire al mondo.

Fabio: Siediti accanto a noi amore e raccontaci tutto.


Le luci sfumano sulla scena e si chiude il sipario. 

 

 

                                     F I N E  





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