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ERRARE

ERRARE

Vago per sentieri mai percorsi alla ricerca della nuova luce,

nessuna voce mi è compagna e la solitudine pesa come un

macigno. Il passo è pesante ed il cuore è stretto nella morsa

della tristezza la fronte è piena di sudore e gli occhi aperti

vedono solo buio. Il passo è stanco ed il terreno cedevole

sotto i miei piedi. Provo a lanciare un urlo per sapere se

qualcuno mi ascolta, ma il silenzio con il suo cupo manto

mi sovrasta e l’ansia si è fatta insopportabile. Cerco di

andare avanti a tentoni sostenuto dal ricordo del tempo

passato e dall’amore sparso e ricevuto.

Anelo disperatamente una luce che mi sia di guida e

conforto, i miei occhi vagano e le lacrime cominciano

a scendere dai miei occhi.

Cado in ginocchio e le mie mani toccano la terra,

come un bimbo attaccato al seno della mamma,

cercano di suggere dalla terra nuova forza per

continuare il cammino della vita mentre la mente

dorme il sonno dell’oblio.

Vittorio Banda

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