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un barbablù rinascimentale


 

 

In un raptus da sindrome del viaggiatore, mi son letto nientedimeno che una biografia di EnricoVIII, un personaggio che mi ha sempre affascinato.

 Ma perchè è tanto famoso Enrico VIII? 

Com' è noto, ognuno ha le sue aberrazioni mentali.

Quella di Enrico VIII era veramente singolare: gli piaceva il matrimonio.

Lui adduceva ragioni dinastiche, ma ho sempre avuto il sospetto che avesse una rarissima perversione sessuale: una donna lo eccitava solo se era sua moglie.

Vabbè, de gustibus.

Fatto sta che si sposò ben sei volte, un record che perfino liz taylor se lo sogna!

Tanto da passare alla Storia come l'unico re che ebbe più mogli che amanti.

 

La prima e più duratura moglie di Enrico VIII fu Caterina D' Aragona, vedova prematura del principe Arturo, fratello maggiore di Enrico e quindi erede al trono.

Vedova perchè Arturo, di salute alquanto malferma, aveva avuto il buon gusto (dal punto di vista di Enrico) di morire giovanissimo, appena un po' dopo aver sposato Caterina, facendo di fatto del secondogenito Enrico il futuro re d' Inghilterra..

E sembra che avesse avuto altresì anche il buon gusto (sempre dal punto di vista di Enrico), di non aver consumato il matrimonio. Cosa alquanto verosimile, perchè aveva solo 15 anni alla sua prima notte e probabilmente ancora convinto che quell' attrezzino pendulo che aveva tra le gambe gli servisse solo ad evacuare la nobile vescichetta

E la sposina? Ne aveva 16, ma non è che fosse messa molto meglio.

Al principe e alla principessa era stato insegnato di tutto, eccetto come si fanno i figli (oddio, dopo 5 secoli non è che le cose siano molto cambiate)

Questi matrimoni tra ragazzini, nelle famiglie reali, erano all' epoca molto comuni.

Li si faceva sposare, li si metteva in una stanza da letto e ci si affidava all' istinto naturale, o alla speranza che pastrocchiando pastrocchiando i due sposini imbroccassero la via giusta.

Questa dell'illibatezza di Caterina può sembrare questioncella da poco, ma non lo è.

Su di essa, anni dopo il matrimonio, si versarono fiumi d' inchiostro, provocò qualche vittima illustre (tra cui la stessa Caterina) e fu perfino oggetto di un processo che oggi definiremmo mediatico, anche se all'epoca, per fortuna di chi ci visse, non esistevano nè bruno vespa né vittorio feltri.

La questione, mai del tutto risolta, ebbe comunque delle conseguenze eclatanti: basti dire che se l'inghilterra oggi non è cattolica, lo si deve a questo ( a dimostrazione di come la Storia venga spesso fatta nelle camere da letto) 

Tutta la diatriba nacque dal solito classico triangolo.

Il prode Enrico, con la scusa che Caterina non riusciva a dargli un figlio maschio, ma in realtà perchè la sposina – che non era stata esattamente Miss Universo nemmeno da ragazza e che aveva comunque quasi 10 anni più del consorte - gli si era prematuramente avvizzita, si era attaccato alle svolazzanti gonne di una certa Anna Bolena, dama di corte, femmina alquanto charmant con dei trascorsi in terra di Francia..

Ma la signora in questione, che sembra elargisse le sue grazie con una certa nonchalance tutta francese, quando si trattò di concederle al re, mise sull'altro piatto della bilancia una richiesta clamorosa: diventare regina d' inghilterra!!

Una quisquilia....e poi dicono mara carfagna!!

Il re sulle prime si schernì, adducendo il classico “tengo famiglia”.

Ma lei fu irremovibile

Al povero re non restò altra scelta, se voleva intrufolarsi sotto le svolazzanti gonne di anna, che elaborare un' idea audace perfino per un re di allora: sbarazzarsi della prima moglie.

Idea audace in virtù di un piccolo particolare, una schiocchezzuola: non era stato ancora inventato il divorzio..

Oggi sarebbe bastato conoscere il cardinal Bertone, una congrua donazione e via col liscio.

Ma all'epoca la Chiesa su certe cose non transingeva.

Anche perchè nel caso in questione si sarebbe inimicato il grande imperatore Carlo V, nipote di Caterina, quello sul cui impero “non tramontava mai il sole” ( e figuriamoci se la Chiesa voleva correre il rischio di farlo tramontare proprio a roma!)

Insomma, nisba.

Nun se po' ffà, avrebbero detto un po' più a sud.

E allora come fare.

Ammazzarla?

Altri re passati e futuri, nella stessa situazione, non erano stati a pensarci su più di tanto. Un po' di veleno e poi la recita del vedovello inconsolabile.

Ma si dà il caso che Caterina non fosse una qualunque, ma nientemeno che una reale di spagna, nazione potentissima, che all' epoca era l' America di oggigiorno, sempre in giro per il mondo ad “esportare la democrazia” e ad importare tutto ciò che si poteva arraffare.

A quel punto il re, consigliato da sconsigliabili consiglieri, tentò prima la furbata alla ghedini.

Dopo venti anni, una figlia, due parti prematuri e svariati aborti, gli venne improvvisamente il sospetto che Caterina avrebbe potuto anche non essere stata quella intonsa sposina che aveva sostenuto di essere all'atto del matrimonio, essendo stata già sposata col defunto fratello. 

L' idea non era male, perchè all'epoca c'era una legge che vietava il matrimonio tra cognati.

Purtroppo aveva il difettuccio di essere completamente falsa e pretestuosa. Ma quando mai i re si son fatti impressionare da queste quisquilie?

Il matrimonio di Caterina D' Aragona con il malaticcio Arturo era stato infatti annullato, in quanto non consumato.

Caterina ed Enrico, quindi, non erano mai diventati cognati juris facto.

Ma postulando il caso contrario - e cioè che il pur malaticcio Arturo, pastrocchiando pastrocchiando, avesse, prima di esalare l'ultimo respiro e forse proprio per questo, fatto il proprio dovere coniugale - la cosa assumeva un aspetto drammatico, perchè faceva automaticamente decadere il successivo matrimonio tra Enrico e Caterina, in quanto cognati ( Lo so, sembra una puntata di Beautiful, ma le cose stavano cosi)

Insomma, da quell'atto, avvenuto o no, dipendevano i futuri destini dell'Inghilterra.

(Azzz.....e il povero arturo che – ipotizzando che fosse successo davvero - pensava di essersi fatto solo una semplice scopatina!! )

Ma la Chiesa non abboccò.

E men che mai abboccò Caterina la quale, sempre disponibile ai voleri del re in tutto e per tutto, su questo punto si dimostrò irremovibile.

Per tutto il resto della sua vita sfidò l' ira del re, sostenendo caparbiamente di essere stata completamente “fanciulla” al momento del matrimonio (allora si diceva cosi, fanciulla), mettendosi in una situazione alquanto critica ( e negli anni a venire si constatò poi quanto fosse pericoloso mettersi contro Enrico VIII ).

I tentativi di ridurla a più miti consigli, e di assecondare il re, furono numerosi, autorevoli e accorati, ma non ci fu nulla da fare.

Caterina era un tipetto tosto e piena di dignità (non per niente degna figlia di Isabella di Castiglia, colei che aveva concesso le tre caravelle ad un certo Cristoforo Colombo ...chiamalo poco!!)

E così a quel poveraccio di Enrico, sempre più attizzato dalle chimeriche grazie di anna bolena e impedito a raggiungerle per l'esistenza di certe antipatiche regole, non restò che una scelta: cambiare le regole.

La Chiesa non vuole fare ciò che voglio io?

E io mi faccio la Chiesa su misura, e chi s' è visto sé visto!!

E fu così che Enrico VIII si inventò una religione ad personam.

 

(Tutto questo mi ricorda qualcuno, ma non riesco a focalizzare chi, mannaggia....ce l' ho sulla punta della lingua!)

 

(continua) 

 

 

 





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