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Nerino

C'era una
volta un cane sporco e malandato di nome Nerino, che non aveva padrone. Da mesi girava per il
paese, nessuno sapeva da dove fosse venuto. La gente che lo incontrava lo
cacciava in malo modo: “Via di qua cagnaccio! Non vedi che sei sporco e
vecchio, non ti vogliamo qua!”. Il povero cane, abituato a prendere bastonate,
andava via con la coda tra le zampe. Non era affatto vecchio come tutti
pensavano, bensì era molto giovane e sarebbe stato perfino un cane stupendo se
solo si fossero presi cura di lui.Girava tra la
spazzatura, tra gli sprechi delle persone… Oh,ma a lui non sembravano affatto
sprechi! Quanto erano buone quelle bucce di banana! Gnam, che squisitezza quel
pane vecchio. Il cagnone aspettava con entusiasmo la pioggia per poter trovare
sollievo in un po’ d’acqua.Un giorno incontrò un topolino che vedendo
quell’enorme bestione si spaventò. Il nostro amico lo rassicurò: “Oh, caro
topolino non ti spaventare io sono buono e caro, sono solo, ho bisogno di un
amico.” Il topo parve sollevato e, pensando a tutti i gatti cacciatori del        quartiere, l’idea non gli dispiacque. “Io
accetto di essere tuo amico, ma tu non puoi essere così debole e mingherlino,
io ho bisogno di una guardia del corpo, i gatti in questo modo ti riderebbero
solo dietro. Io conosco un posto dove la gente è buona e non ti caccerebbe.” Ma
il cane che aveva conosciuto troppa gente cattiva tentennò un po’, poi però
pensando di non avere più niente da perdere accettò e segui il topolino.Camminarono
per circa due giorni, nutrendosi delle provviste procurate dal topolino e
esausti raggiunsero il quartiere più piccolo della città. Il topolino partì
nuovamente, sarebbe tornato una volta che il cagnone si sarebbe messo in forma.E così rimase
solo. Cerco del cibo ma quel quartiere era molto pulito e le sue amate bucce di
banana non c’erano. Stanco si addormentò.Si svegliò
sopra qualcosa di morbido, con il pelo lucido e con una bella ciotola di
qualcosa di molto meglio delle sue amate bucce! Quella era carne, carne vera a
volontà! Si ci tuffò dentro felicissimo. Qualcuno intorno a lui cominciò a
ridere. Erano senz’altro persone. Parlavano tra di loro in una lingua che non
comprendeva. Ancora non sapeva se poteva fidarsi, poteva essere una trappola!
Poi una ragazza si avvicinò a lui parlandogli dolcemente. Certo non comprendeva
le parole ma un tono così dolce non poteva essere cattivo, così si mise a
scodinzolare. Era così bello lì non avrebbe voluto andarsene mai, il topolino
aveva ragione! Un momento… il topolino… doveva tornare da lui, gli aveva promesso
protezione ora che era diventato un bel cane nero,pulito e forte! Prese per la
maglietta la ragazza e la trascinò fuori. Lei incuriosita lo seguì ma appena
vide il topo, che puntualmente aveva raggiunto il quartiere emise un sussulto.
“Non so come mai si spaventano tutte di noi.” Disse il topo divertito al cane
sorpreso. “Allora è lei che si è presa cura di te e ti ha fatto diventare così
bello?” “Si.” Disse il cane. “Bene allora posso andare soddisfatto.”  “Come puoi andare? Ma non dovevo
proteggerti?” Ma in quel momento il topolino si trasformò in un meraviglioso
cagnone nero uguale a lui. “Papà!” gridò. "Si Nerino, sono sceso dal paradiso
degli angeli. Devi sapere che lassù c’è un piccolo spazio anche per noi e gli
angeli ci mandano sulla Terra per sbrigare alcune faccende, ed io ho voluto
occuparmi di te. Ma è questa ragazza e la sua famiglia che devi ringraziare,
figliolo, sulla Terra ci sono ancora persone buone! Ora che il mio lavoro è
finito torno lassù, ma tornerò se avrai bisogno.” Si salutarono e lo vide
correre verso il cielo. Prese la ragazza e la trascinò, ancora scioccata,
dentro. Non ci fu più bisogno di chiamarlo. Nerino aveva trovato la sua
famiglia.





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