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seduto in riva al fosso

Seduto in riva al fosso

La paglia gli sembrava troppa nei telefilm di “don matteo” .Cosa diamine ci faceva un prete su un cumulo di paglia? Non lo sapeva.In realtà non sapeva un mucchio di cose.Non sapeva come era capitato lì,in fondo a quel fosso ricco di sterco di cane e di cavallo.Fumava,un sigaro rubato al tabaccaio qualche ora prima.Lì ,dentro a quel buco di disonore si sentiva saggio e strano.Era il suo buco, era il suo fosso di una notte di fine inverno.Per quanto ne sapeva e per quanto ne avrebbe voluto sapere sarebbe rimasto lì fino alla fine dei suoi giorni,o perlomeno fino alla fine di quella sera.Aveva bisogno di quel fosso.Da solo, lì, e non in mezzo alla gente ,avrebbe trovato il senso.Aveva letto da qualche parte che l’amore ti aiuta , ma non aveva letto da nessuna parte in cosa l’amore aiuta o se l’amore è fatto per trovare il senso.Aveva vagato tutto il giorno,lì, nel bosco dei desideri,in cerca del luogo perfetto.Lì, alla fine del più grande dei sette vialoni  c’era una vecchia reggia abbandonata, con un grande giardino che gli faceva da contorno, anch’esso tutto abbandonato.Per un secondo aveva pensato di viverlo lì quel giorno,distante da tutto, distante da tutti.Ma il posto sembrava troppo regale per i suoi gusti,nonostante i barboni appolliati lì aiutassero a mandare tutta la regalità a fanculo.Era ostinato a cercare il posto idilliaco, quando lo vide.Nel bel mezzo del secondo viale c’era un fosso.Non molto grande, ne molto profondo: profilattici per i sicuri d’amore occupavano qualche spazio qua e là,rendendolo più allegro.Ci entrò dentro, cautamente, quasi senza pensarci.La sua pace col mondo cominciò subito,appena si accovacciò fra quel fogliame di fine inverno.Cacciò il sigaro dal taschino e lo accese.Fra quelle nuvole artificiali di fumo non aspirate vide la sua meta, la sua destinazione,il suo posto nel mondo.Vide pagine di inventiva scendere come neve fitta d’inverno,vide sabbia del deserto muoversi col vento,formando vortici spaventosi e spettacolari, vide il libri che studiava bruciare in fiamme infernali.Sentì finalmente il respiro del mondo e non ebbe più paura.Lontano da casa,lontano dalla gente che amava,sentì il vero mondo stringerlo e abbracciarlo.Ed era nel posto più improbabile del mondo, nel posto più sporco al mondo, nel posto più pericoloso al mondo, dove un tempo i briganti si sarebbero rifugiati per brindare alla scorribande riuscite e ai tesori rubati.Era lì, seduto in riva la fosso.

 





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