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breve vita di un salutista

 

La mia esperienza di salutista iniziò alle ore 5,30 di un mattino d'aprile di qualche anno fa, e si concluse ingloriosamente alle 8,30 di quello stesso mattino.

Tre ore.

Una carriera sportiva tra le più brevi della storia umana, dalle origini ai nostri giorni.

Eppure m'ero preparato bene, non lasciando nulla al caso, spendendo oltretutto un sacco di soldi.

Tuta da jogging griffata sergio tacchini cosi rigorosamente imitata da sembrare vera, scarpe con alettoni, prese d'aria e freni a disco, cappellino con visiera completo di tergicristalli, orologio contapassi con sfigmomanometro e previsioni del tempo incorporati e - dulcis in fundo - un costosissimo CD walkman con su la colonna sonora di easy rider.

Insomma, più che un uomo una specie di androide tecnologico, uno spot pubblicitario della sony, della tacchini e della reebock messe assieme.

Uscii di casa alle 6,30.

Me lo ricordo bene perchè nell'uscire pensai che, per la prima volta da anni, ero sveglio dalla bellezza di un'ora senza aver toccato ancora una sigaretta.

Mi sentii orgoglioso di me.

Anzi, preso dall' ebbrezza di quel nuovo me stesso, feci un gesto epico e memorabile: tornai indietro per lasciare a casa il pacchetto delle sigarette.

" Se salute deve essere, porca miseria - pensavo tra me - che salute sia!!!

e che c....!!"

 

Poi mi avviai indomito e fiero verso quella nuova alba, un' alba che preludeva a una nuova vita.

Una vita sana, regolare, parca.....una vita fatta di regolamentari dormite e di risvegli ad orari prestabiliti - senza più cazzotti sulla sveglia - con pratiche sessuali a cadenza regolare e lunghe bevute di acque diuretiche ad ogni ora del giorno.

Una vita insomma da cui fossero banditi vizi, viziacci e vizietti, e soprattutto il Grande Nemico, il fumo.

Poi sarebbe toccato alle donne, subdole insidiatrici della virtù maschile, e in particolare della mia.

 

Insomma una rigenerazione, una catarsi..

E così cominciai a trotterellare lungo il ciglio della strada, inalando quell' aria fresca e pura a pieni polmoni, mentre gli steppenwolf mi strillavano nelle orecchie "born to be wild".....

Mentre cominciavano ad affiorare le prime confortanti goccioline di sudore, foriere di salutari espulsioni di tossine ed impurità varie, mi guardavo attorno.

Guardavo il mondo ancora addormentato, quelle case in cui russavano panciuti ometti di mezza età, accanto ad adipose e avvizzite casalinghe bigodinate, e obesi bambini dall' inquietante avvenire......quelle case dove perfino i cani erano condannati ai mali della vita sedentaria.

Poveracci, mi fanno pena, pensavo.....gente dal destino segnato, dall'incerto e breve futuro.

Dopo un paio d'ore avevo finito la scorta d' acqua (bevevo come un dromedario) e mi infilai in un bar ad approviggionarmi.

 

....e lì, in quell'oscuro bar di periferia si consumò il mio destino sportivo, lì si infranse ingloriosamente la mia breve seppur promettente carriera di attempato corridore di mezzofondo.

Stavo rifocillandomi al banco, e c'era la radio accesa.

Il Tg diede una notizia appena arrivata

" ieri mattina, mentre faceva footing a Central Park, è deceduto il noto professore americano Vattelapesca, inventore del footing.Sembra sia stato un infarto."

...............Un infarto???

un infarto???

ma porc......!"!!!

Mi guardai nello specchio dietro il bancone.

 

Guardai il bicchiere in mano sospeso a mezz'aria, e la mia faccia, con quell'espressione da deficiente che le dava quel cappellino da deficiente.....

Quella stessa sera ero in una taverna a sorrento, a gozzovigliare assieme ad una mia procace e disponibile amica, con salsicce alla brace e nero d'avola, e a farci un sacco di risate tra barzellette sconce e le nuvole di fumo del mio sigaro e della sua sigaretta.

 





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