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Erba alla rugiada

Viaggiavo senza tempo e senza mani

Volando sopra venti più lontani

Mi avvicinavo al sogno che scappava

Da un vicolo di sensi che parlava

Parole scritte in grigio sopra un muro

Rosso di mattoni ma di umore scuro

Che non gradiva la punteggiatura

E aveva perso il senso e la misura

Ero stato condannato all’imbrunire                          

Appeso coi pensieri da pulire

Lascio alle spalle questo strano mondo

Che non ho mai capito fino in fondo

E proseguo per quella stretta strada

Ricoperta di erba alla rugiada

Il nuovo orizzonte sembra più celeste

Ma nasconde tuoni, fulmini e tempeste

Me ne sono accorto un poco dopo

Quando ti visto in attesa come Atropo

Hai tagliato i fili uno ad uno

Senza dimenticartene nessuno

E adesso che precipito dal volare

Vorrei ricucire in fretta queste ali

Ma non so più da dove cominciare

e cado spogliandomi degli amori veniali.





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