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Il Potere

Prima di uscire esaminò ancora una volta la valigetta con le armi.

C'era proprio tutto e perfettamente in ordine, aveva passato gli ultimi gioni a fare una perfetta manutenzione.

La Browning, la piccola beretta, e il vecchio kalamischov lucido e tanto ben oliato da sembrare nuovo.

Quello era il suo primo incarico da professionista, una missione importante, e non voleva lasciare nulla al caso.

Poi fece la doccia, si rasò e indossò con cura il vestito grigio di gabardine un pò anonimo, ma molto intonato al suo nuovo ruolo.

Si spruzzò con cura maniacale alcune gocce di essenza di lavanda sui polsi e dietro i lobi delle orecchie, aveva sempre pensato che un vero professionista dovesse essere impeccabile in tutto.

Prese le chiavi e uscì di casa con calma, metodicamente, mentre si guardava un pò attorno senza darlo a vedere.

"Ecco che la Morte si è messa in cammino", pensò con un lieve sorriso sardonico mentre entrava in ascensore" qualcuno non arriverà a vedere il tramonto oggi"

Gli piacevano queste frasi ad effetto, e gli piaceva pensare all'importanza e all'implacabilità del proprio ruolo. Poter essere arbitro e artefice della vita di un uomo....quale potere più grande?

 Mentre era assorto in questi epici pensieri, uscì dal portone un pò troppo in fretta, e non si avvide dell'arrivo del bus, che lo spiaccicò sull'asfalto a circa trenta metri di distanza.





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