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Festival del ricordo

"E correndo mi incontrò lungo le scale

quasi nulla mi sembrò cambiato in lei

la tristezza poi ci avvolse come miele

per il tempo scivolato su noi due..."

 

 

 

Malgrado l'indubbia bellezza di questi versi di guccini, l'incontro con qualcuno con cui si è condiviso qualcosa in passato è una delle esperienze più allucinanti che possano capitare all'ignaro frequentatore di stazioni, aereoporti o locali pubblici di varia natura.

E non parliamo poi delle cosiddette rimpatriate

Non esiste modo migliore per farsi del male che accettare ingenuamente l'invito a qualche cena di "reduci" di qualcosa.

La sola volta in cui l'ho fatto ho tentato all'ultimo momento di fingermi il cameriere per sottrarmi ai vari "ma noooo...sei proprio tu?" ( gesù, e chi dovrei essere?? ) oppure "maròòò....come sei cambiato!!" (leggi invecchiato...e mica potevo ringiovanire! ) o ancora la fatidica ciliegina sulla torta "ma sai che non sei affatto cambiato?" (come dire, cesso eri e cesso sei rimasto ).

Ste cene poi - una volta esauriti gli scarsi argomenti - sono inevitabilmente destinate a stemperarsi tragicamente in un' imbarazzata atmosfera da festival del ricordo.

E così ti ritrovi solo, con un bicchiere di birra in mano, un sorriso ebete stampato sulla faccia ad ammiccare ed assentire al tuo dirimpettaio di tavola, un pò più sbronzo di te, che - confondendoti magari con qualcun altro - continua a ripeterti come una cantilena "te la ricordi quella volta che....?...te lo ricordi questo, te lo ricordi quello?"

E quando poi quell'allegria, più o meno forzata, si dissolve piano piano in un'osservazione "vera" di quello che sono diventati adesso i tuoi compagni di un tempo, un velo di malinconia comincia a calare inesorabilmente sul tutto....

 

i volti si fanno tristi, pensosi, gli sguardi vuoti, assenti, e l'atmosfera silenziosa...

 

....e allora ricordi la bellissima e super corteggiata ragazza di un tempo diventata negli anni questa debordante matrona che ti siede accanto, infelicemente sposata con un uomo che forse non la degna più di uno sguardo.....il brillante e promettente "primo della classe" una volta ammiratissimo da tutti che ormai - calvo, panciuto, e dall'espressione spenta - fa da anni il ragioniere in qualche oscuro ufficio.......il tuo prestante compagno di banco - che ti fregava tutte le ragazze perchè più bello e disinibito di te - che guarda con preoccupazione l'orologio perchè magari se torna tardi si busca una cazziata da una moglie in pantofole e bigodini ...

vedi gente senza più speranze, senza futuro, senza più sogni.....e pensi con sgomento che anche loro vedono le stesse cose in te.

Perchè loro conoscono i tuoi sogni, i tuoi grandi progetti di allora, quando i tuoi piccoli o grandi fallimenti dovevano ancora arrivare..... quando l'orizzonte era pieno di promesse e tutto ti sembrava raggiungibile solo allungando una mano.....quando per te, che non avevi ancora venti anni, il futuro non era un'ipotesi ma una confortante certezza...

.....e forse ti secca constatare, assieme a loro, in una serata malinconica e nostalgica, che quasi niente di quello che sognavi o che speravi è andato secondo le tue attese....

 

E allora ti vengono gli occhi umidi e sai che non dipende dall' alcool.....vorresti scappare, svanire nel nulla, ma non puoi ...

 

... e a questo punto non ti resta altro da fare che continuare a sbronzarti, pensando "...cazzo ci faccio qui?"

 

 





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