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la banda delle bulle (prima puntata)

Mi chiamo Joe, sono un ragazzo di 30 anni e ho un furgoncino, mi guadagno da vivere trasportando merci varie. Bene, cos'è il bullismo lo sapete di sicuro, ma forse del bullismo femminile non ne avete mai sentito parlare. Invece c'è, e come. Delle bande di ragazzacce che, come i maschi, usano prepotenze alle loro coetanee e alle più piccole; non solo, ma forti del numero e dell'aggressività hanno il coraggio di molestare persino i ragazzi.

Neanch'io non lo sapevo sin che non mi capitò di vedere coi miei occhi una di queste aggressioni. Ai giardini pubblici dove vanno molti studenti nel tempo libero, c'erano due ragazzotte che spintonavano un ragazzino magro e gracile con gli occhiali, e pretendevano il suo telefonino. Una era alta una spanna più di lui e assai ben piazzata, l'altra piccola come lui ma molto spavalda e aggressiva. Lui era ancora un bambino, ma si sa che a quell'età, intorno ai 16 anni, le femmine sono ben più avanti nello sviluppo, sono già delle donne. Allora arrivo io, li separo dicendo alle ragazze: -Ma non vi vergognate? perchè queste prepotenze? non avete da studiare o da lavorare?

Il bimbo se la batte, le due non osano insistere ma mi investono con una valanga di vaffanculo. -Te ne pentirai, brutto stronzo! - questo è il più delicato dei loro complimenti,

-Non me ne pento affatto! voi invece...

-Noi siamo le Tigri! e te la faremo pagare!

Le tigri? si vede che era il nome della loro banda.

-Dai Angela!- continua la piccola -dai capo! non facciamogliela passare liscia!

Mi volto: sta arrivando una ragazza di media statura, avrà sui 20 anni, un look da dura esageratissimo. capelli a spazzola, tatuaggi e anelli dappertutto, gilè nero sulla pelle nuda molto abbronzata, braghe nere aderentissime e piene di borchie, fisico molto atletico coi muscoli da superpalestrata.

Evidentemente stava guardando la scena: faceva agire le sue giovani reclute ma era pronta a intervenire se c'era bisogno.

-Cosa c'è Tanya? Cory?- e rivolta a me: -Hai fatto male a non farti i cazzi tuoi! molto molto male...

-E chi lo dice? tu?

-Perchè, non basta?

-Ma non farmi ridere!- che mi facessi intimidire da una donna, per quanto un po' inquietante, era davvero troppo.

Per tutta risposta mi arriva un pugno secco allo stomaco! Ho osato prendere in giro il capo davanti alla sua banda...

-Ehi, cosa fai? dai, non costringermi a metter le mani addosso a una donna, non è bel...

M'interrompe un precisissimo colpo di karatè sul collo, che mi toglie il respiro. cerco di difendermi ma la diavolessa mi è addosso con una grandine di colpi sia di boxe sia di arti marziali. Di quella conosco qualcosa, ma di queste sono del tutto digiuno, e ben preso sono travolto dalla furia dell'incredibile amazzone. Mi finisce con un terribile calcio alle palle che mi butta a terra dolorante.

-fa un po' di fatica a rialzarsi, povero! dagli una mano, Judy!- dice strizzando l'occhio a un'altra socia che le viene dietro.

Quest'altra è una negrona massiccia e gigantesca, forse dell'età di Angela forse un po' meno. Di sicuro supera il metro e 90 e ha due spalle quadrate come un armadio; vestita (si fa per dire) in cslzoncini stretti e cortissimi da cui spuntano due coscione monumentali, e in canottiera rigata pure di due o tre misure meno della sua (misura che evidentemente non esiste neanche): sotto le spunta la pancia del tutto scoperta, e sopra due tettone straripanti. A quanto pare è una specie di guardia del corpo che scorta il suo capo.

Bene, questa Judy mi porge la destra, una manona da paura ma sempre in proporzione dei braccioni che sono più grossi delle mie cosce. Le dò la mano perchè mi tiri su, ma.. ahi! subito mi sento stritolare come da una macina. La gorillona ci sta mettendo, a quanto pare, tutta la sua enorme forza, a giudicare dalla smorfia impunita che fa stringendo i denti e dal bicipite che le si gonfia come una grossa pagnotta: sotto l'abbondante ciccia, la ragazzona è una vera montagna di muscoli.

-Ahi... ah... ba...sta...

-Più forte, Judy!- intima la spietata Angela -deve chiedere pietà!

-No... mai... ah!!! (una stretta ancora più crudele)... sì... pie... tà...

Mi lascia. resto a terra rattrappito, respirando affannosamente. Ma in che razza di furie scatenate sono andato a cascare?

-Bene Judy! vedo che a tirarsi su ha proprio delle gran difficoltà! Allora su, di peso!

Vedo la donna colossale che si china su di me, mi raccoglie nei suoi possenti braccioni, senza nessuno sforzo mi alza (i miei 65 chili sono uno scherzo per quella forza bruta) e mi colloca con la pancia sulla sua spalla destra. Poi mi afferra bene stretto con quelle sue manone, che mi cingono la vita completamente, e drizza le potenti braccia in alto. Esterrefatto guardo il paesaggio dall'altezza di tre metri, sensazione mai provata. Le due giovani battono le mani entusiaste.

 Qualche secondo mi tiene là in alto, poi Judy flette le braccia, quindi mi rialza ancora e ripete più volte il gesto come per far capire (se mai ce n'era bisogno) che sono come un burattino in suo completo potere.

La ferma Angela: -Bene Judy! forse lui ne ha abbastanza! mettilo pure giù delicatamente!- e indica un posto col dito.

Il posto è un cespuglio di rovi, sul quale Judy mi scaglia facendomi fare un volo di diversi metri. Ahi! che atterraggio orribile! considerate che anch'io sono in calzoncini e canottiera... è un disastro.

-Bene!- conclude Angela- ma adesso non credere che ti dedichiamo tante attenzioni per quella cazzata là del telefonino! chi se ne frega? amici come prima...

-Ah...

-Sì, bello! è il tuo furgone che ci serve.

Cosa? penso. mi vogliono fottere il furgone? sono pronto a combattere ancora, anche se mi prenderò un sacco di botte da queste tremende amazzoni...

-Niente paura, piccolo, non te lo porta via nessuno, solo devi metterlo "anche" al nostro servizio. Ci serve per certe operazioni e se lo guidi tu passeremo più inosservate.

Un pochino sono rassicurato, ma non è che sia proprio tranquillo: -Quali operazioni? cosa ci vuoi fare? trasportare droga?

-Ah ah! no, semplicemete arrivare non viste sul nostro campo d'azione! sai, arrivare e andar via in motorino, tutti ci notano; sparire dentro un furgone è tutta un'altra cosa.

Dunque accompagnare le Tigri nelle loro scorrerie? potrebbe costarmi la galera. D'altra parte quella banda così assurda ha un fascino strano su di me. Sopra tutto il personaggio della possente Judy non solo mi attira sessualmente da matti, con quelle tettone e quelle coscione, ma mi riesce nonostante tutto simpatica per la sua persino ingenua spontaneità: è sì una bestiona ma non ha l'aria fetente delle altre.

-Ma... e se vi dico di no?

-No?- ribatte pronta Angela- allora prima ti scassiamo il furgone, poi ti scassiamo te. Vero Judy?

Con un simpatico sorriso la negrona si mette in posa da culturista gonfiando i massicci bicipiti. Rabbrividisco, ho la sensazione fisica che sarebbe capace di strozzarmi con una mano sola.

-E va bene... mi avete...

-...convinto?

-S... sì...

E cominciò così la mia collaborazione, anzi complicità al servizio della banda. Cioè, oltre fare i miei trasporti normali, quando ricevevo ordini dal capo Angela andavo a caricare sul furgone 2, 3 o 4 ragazze (secondo le necessità dell'operazione) oltre a Judy che si sedeva sempre accanto a me per evitare che facessi scherzi, tipo portarle alla polizia. Le sbarcavo vicino al posto dove avevano da fare le loro piccole bravate (come quella volta ai giardini) o da rubare un motorino o altre cose, o (così capitò una volta) da fare a botte per il dominio del territorio con un'altra banda femminile rivale. Confesso che almeno quella volta niente m'impedì di fare il tifo per le Tigri (tanto valeva, ragazzacce da una parte contro ragazzacce dall'altra...) e di ammirare con che facilità le avversarie venivano sbaragliate dalla "mia" squadra, con un centrattacco come la Judy che invece di fare dei gol tirava delle sberle strepitose!

Con lei poi mi intrattenevo sempre chiacchierando durante ogni percorso, e questo mi distraeva dalla preoccupazione costante di essere arrestato.

-Senti Judy, ma perchè fai questa vita? In fondo mi sembri una buona ragazza, non come le altre.

-Tu bada ai tuoi interessi.

-E invece eccomi qua che mi fate fare i vostri. Rischio per voi. E anche tu rischi. hai così paura di Angela? Dai, ribellati! Lei è forte ma tu sei un colosso, la stritoli quando vuoi!

(FINE DELLA PRIMA PUNTATA. CONTINUA!)

 





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