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Il soggetto

 

 

 

Il Soggetto

 

Megapolis, Federazione Italiana ex Stati regionali

FAX n° 32 del 30/11/2084

Da: Dipartimento Centrale Giustizia e Affari Sociali

at: Coordinatore Capo Regionale Ufficio Esecuzioni ed Applicazioni

oggetto: applicazioni sentenze passate in fase esecutiva del 29/11/2054

 

testo "pregasi voler provvedere, ai sensi delle leggi vigenti, all'applicazione di numero 3 sentenze emesse da questo Dipartimento nella data in oggetto indicata, e riguardanti rispettivamente gli articoli del Codice Penale n° 15, n° 62 e num.3 I dettagli dell'operazione saranno forniti con apposita relazione a seguire.

Si attende riscontro alla presente comunicazione."

 

Cara mamma

Ieri è stata una giornataccia molto faticosa, però mi sono divertito da matti.

Appena sveglio, ho trovato il fax del Dipartimento Centrale della Giustizia, e leggendolo quasi facevo un salto di gioia nel trovarvi un art.15

Era ora. Sono mesi e mesi che non ne capitava uno e, come ti ho già scritto altre volte, è quello più piacevole, facile e divertente da applicare.

Naturalmente queste cose le scrivo a te, ma non le ammetterei mai in pubblico perchè - come ben sai - il mostrare la minima emozione o partecipazione a certe cose è severamente vietato dai regolamenti, pena l'esclusione dai Corpi Speciali.

La professionalità e il completo controllo di sè sono le prime nozioni che ci hanno insegnato durante il corso all 'ISPE.Non siamo mica come quei patetici dilettanti delle ronde padane dell'inizio del secolo noi. Mai tentennare, mai commentare, mai mostrare sentimenti...ecco i pochi e semplici principii di base su cui si basa la nostra professione, e io sono sempre stato tra i primi del corso.

Non per niente ne sono uscito col grado di Coordinatore Capo, cosa di cui vado particolarmente fiero, come te del resto.

 

Alle dieci - dopo che era arrivato il fax con i dettagli - avevo già tutti i miei ragazzi attorno, e siamo usciti. Come da regolamento, abbiamo stabilito una scaletta in base alla gravità del reato. Avrei voluto che si concludesse con l'articolo 15, perchè è quello un pò più stressante e dopo ci si sente un pò stanchi, si desidera un pò di relax e magari qualche bella bevuta.

Ma non è stato possibile, c'era un art.3, e lo si doveva eseguire per ultimo, anche se è quello più sbrigativo.

Abbiamo cominciato quindi con l' art. 62......una sciocchezza, quasi un passatempo, una di quelle cose che ormai facciamo automaticamente, senza stare a pensarci più di tanto.

Sono bastati due di noi, e ho dato l'incarico ai più giovani, per fargli fare esperienza. Io e gli altri siamo rimasti nel furgone, da dove potevamo vedere tutto sul monitor.

I ragazzi hanno atteso il Soggetto sotto il portone di casa. Non erano in divisa, ma la gente ormai ha imparato a riconoscere subito i nostri giubbotti di pelle, i pantaloni mimetici e gli stivali alti al ginocchio, per cui ha cominciato a radunarsi a rispettosa distanza per assistere alla scena.

Quando il Soggetto è apparso sul portone, non ha avuto scampo.

I ragazzi lo hanno immediatamente bloccato, placcandolo con un braccio dietro la schiena,lo hanno costretto ad inginocchiarsi e gli hanno messo una pistola calibro 38 sulla tempia. Non potevamo sentire il dialogo, ma tanto lo sappiamo a memoria.

Abbiamo visto il Soggetto sudare copiosamente, morto di paura, e consegnare il portafogli a uno dei ragazzi, con aria terrorizzata e supplichevole. Un'aria supplichevole che non gli è valsa a niente, perchè i due ragazzi lo hanno poi massacrato di botte, calci e manganellate. Dopodichè lo hanno lasciato cadere, tramortito e pesto.

A quel punto uno dei due gli ha formalmente letto la sentenza del Dipartimento, come vuole il regolamento.

Poi gli si sono accovacciati accanto e - mentre uno lo teneva fermo - l'altro gli ha mozzato con una scure le mani.

Nel furgone c'è stato un grido di giubilo. Dal capannello di persone attorno s'è levato un lungo e festoso applauso, grida di approvazione e qualche sparuto fischio ( qualche eversore ancora oggi contrario alla Legge, per fortuna stanno scomparendo).

Ci siamo poi radunati in fretta, eravamo tutti impazienti di eseguire l'art. 15. Ognuno di noi già ne pregustava il godimento, mentre ci dirigevamo verso il campo rom.

Appena giunti, ci siamo immediatamente diretti a piedi verso la roulotte che ci era stata segnalata, a abbiamo sfondato la porta con un calcio.

Vi abbiamo trovato una ragazzina di circa 14 anni, ancora mezza addormentata, che nel vederci è saltata su terrorizzata, coprendosi con una coperta lercia.

- Cerchiamo la madre o la sorella di Vlad Bosdova....tu sei la sorella? -

Quando quella lurida bastarda ha fatto di cenno di si con il capo, mezza morta di paura, non abbiamo perso tempo.

Ce la siamo spassata per più di un'ora (eravamo in dieci) , mentre le strilla di disperazione di quella puttanella arrivavano fin quasi in città.

Poi l' abbiamo lasciata lì, mezza svenuta e piena di lividi.

Prima di andar via le ho lasciato il decreto con la sentenza sul tavolo, come prevede il regolamento.

Probabilmente nella sua famiglia di sporchi bastardi nessuno sa leggere, ma ci penserà il fratello ad informarla sul chi siamo e del perchè abbiamo fatto questo. Lui lo sa bene, visto che tre giorni fa ha violentato una ragazza di razza bianca.

Prima di andare ad eseguire l'art. 3, il reato più grave, ci siamo fermati a bere e mangiare in una locanda, rilassandoci un pò, e facendo un sacco di casino.

Con quello stato di leggera ebrezza è stato ancora più un piacere ammazzare dopo - a sangue freddo - il Soggetto, un fottutissimo arabo che aveva ammazzato la moglie tre settimane fa, perchè si rifiutava di portare il burqa.

 

Alla faccia di quegli stupidi idealisti - per fortuna pochi comunisti - che ancora oggi stanno a sproloquiare che questo sarebbe un mondo migliore se il nostro sommo Furher e la nostra amata Patria avessero perso la guerra!





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