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Non scusarti mai per quello che sei

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CAPITOLO 1

WATTPAD

“NON SCUSARTI MAI PER QUELLO CHE SEI

Aaron era chino sul foglio dove stava prendendo appunti su una noiosissima lezione di scienze sussurrata da una prof che sembrava dover collassare da un momento all'ʹaltro. Aveva diciassette anni ed era il RunningBack dei Bengals, 25. I capelli erano biondo cenere intrecciati in dreadlocks e raccolti in una coda alta. Al labbro un piercing argentato, lungo il braccio destro un tatuaggio di Wendy, i suoi fratelli e, sulla spalla, Peter Pan, intorno la frase "ʺsecond starlight at right and then straight to the morning"ʺ. Indossava una maglietta a maniche corte blu con un casco da football bianco, AllStar bianche e dei jeans a vita bassa stretti sui polpacci.

-­‐‑Aaron! Hey! Robinson!-­‐‑ Lee sporgendosi dal banco dietro -­‐‑Che c'ʹè?-­‐‑ Aaron voltandosi
-­‐‑Terzo banco a destra e quarto a sinistra. -­‐‑ Lee sussurrando -­‐‑Allora?! Che ne dici?-­‐‑ Lee sogghignando

Aaron seguì le istruzioni del migliore amico e vide una ragazza bionda con occhi azzurri come il cielo, minigonna, top bianco piercing sull'ʹombelico... la riconobbe come cheerleader dei Bengals. La ragazza abbassó la scollatura intercettando il suo sguardo, Aaron sbuffó e giró lo sguardo a destra. Un ragazzo moro abbastanza abbronzato lo stava guardando, o meglio, squadrando dalla testa ai piedi. Non era male, ma niente poteva eguagliare Ambra... sì, era

bisex, non ci dava troppo peso e nemmeno i suoi amici. Non era certo l'ʹargomento del giorno, ma a nessuno dava fastidio anche perché era un ragazzo simpatico, solare e bastardo. A seconda della persona con cui stava parlando in modo positivo o negativo.

-­‐‑Ok... ma ti ricordo che sono fidanzato. –
Aaron
-­‐‑Ti perdi tutto il divertimento.-­‐‑ Lee
-­‐‑Sono tutti tuoi se vuoi...-­‐‑ Aaron ridacchiando
-­‐‑Mi basta lei...-­‐‑ Lee guardando la ragazza
-­‐‑Immaginavo...-­‐‑ Aaron alzando gli occhi al cielo
-­‐‑Non ho mica tutti ai miei piedi come qualcuno eh...-­‐‑ Lee
-­‐‑Beh la classe non è acqua..-­‐‑ Aaron stringendo l'ʹelastico della coda •••••••

Nel primo pomeriggio la squadra dei Boston Bengals si ritrovó nel campo della scuola per fare allenamento come quasi tutti i giorni. Maglia bianca, pantaloni arancioni, casco tigrato con la B arancione bordata di bianco, numero e nome tigrati. Aaron uscì dallo spogliatoio con la coda sulla nuca, i capelli arrivavano fino a metà schiena. Catturó tra i denti il piercing pensieroso e, con il casco tenuto per la mascherina che gli batteva sulla gamba, si incamminó verso il centro del campo dove Lee e i Coach lo stavano aspettando.

-­‐‑Buongiorno...-­‐‑ Aaron

-­‐‑Ciao. Lui è Kyle, Kyle Aaron, il nostro miglior Running Back-­‐‑ Coach presentandogli un ragazzo biondo con le labbra a cuore e leggermente abbronzato

-­‐‑Piacere...-­‐‑ Aaron sorridendo
-­‐‑Piacere mio.-­‐‑ Kyle rispondendo alla stretta di mano

-­‐‑Bene, dopo il riscaldamento gli insegnerai qualcosa ok?-­‐‑ Coach ad Aaron che annuì

•••••••
-­‐‑Ok, ehm... hai già giocato in questo ruolo?-­‐‑ Aaron stranamente a disagio

-­‐‑Ero Wide Receiver, ma alle selzioni mi hanno messo tra i RunningBack-­‐‑ Kyle

-­‐‑Ok... beh, allora, il RB si trova dietro al QB, puó ricevere su lancio, fare finte o...-­‐‑ Aaron interrotto

-­‐‑Sai, preferisco la pratica alla teoria...-­‐‑ Kyle sorridendo malizioso

-­‐‑Si, beh, ma è un po'ʹ diverso dal WR... è posizionato diversamente...-­‐‑ Aaron rendendosi conto troppo tardi del significato a doppio senso delle ultime parole

-­‐‑Aha...-­‐‑ Kyle
-­‐‑La smetti?-­‐‑ Aaron

-­‐‑ROBINSON! NON SEI ESONERATO DALL'ʹALLENAMENTO! ENTRO UN'ʹORA DEVE SAPERE LE BASI!-­‐‑ Coach da fondo campo

Aaron spiegó per filo e per segno ogni movimento fondamentale del RB, mostrandoglieli con una pazienza inaudita per lui, poi provó Kyle. E così via per tutta la durata della prima ora e mezza...

•••••••

Ambra era seduta a bordo campo con un'ʹamica. I capelli castani con alcune ciocche fuxia, viola e bianche e la parte sinistra rasata svolazzavano al venticello pomeridiano che rinfrescava quell'ʹafosa giornata di marzo. Indossava un giubbotto di jeans quasi bianco e una maglia a maniche corte lilla, jeans con un alcuni piccoli strappi dove si intravedevano delle paillettes argentate. Ai piedi delle ballerine nere.

-­‐‑Ab, ma sei sicura che... Non lo so, mi fa strano questa situazione...-­‐‑ Paulette seduta accanto a lei

-­‐‑Pi, essere bisex non vuol dire non essere fedeli o non potersi innamorare...!-­‐‑ Ab riallacciandosi la fascia che scostava i capelli dal viso

-­‐‑Non lo so... Mi dà idea di indecisione...-­‐‑ Pi scuotendo le spalle -­‐‑Tu non lo conosci e...-­‐‑ Ab

-­‐‑Oh, cacchio!! È quello lì?!-­‐‑ Pi interrompendo l'ʹamica e indicando con un una mano Aaron che stava scherzando con Lee mentre guardavano lo schema

-­‐‑Si...-­‐‑ Ambra stringendo il labbro inferiore tra i denti per la felicità -­‐‑Sì che ne vale la pena! Tienitelo stretto, Ab...-­‐‑ Pi dandole il cinque

-­‐‑E com'ʹè?-­‐‑ Pi

-­‐‑Dolce, simpatico e... bastardo.-­‐‑ Ab ridendo

-­‐‑Come "ʺbastardo"ʺ?-­‐‑ Pi corrugando la fronte

-­‐‑Tu. Devi. Conoscerlo!!-­‐‑ Ab ridendo

-­‐‑E quel biondo?-­‐‑ Pi adocchiando Kyle

-­‐‑Boh, non l'ʹho mai visto...-­‐‑ Ab

-­‐‑Potremmo fare un'ʹuscita a quattro...-­‐‑ Pi sorridendo

-­‐‑Sì... non sarebbe male. Vedremo se riesci a farlo cadere ai tuoi piedi...-­‐‑ Ab facendole una smorfia

-­‐‑Nemmeno tu resisti al mio fascino... -­‐‑ Pi fintamente civettuola •••••••

L'ʹallenamento finì e i ragazzi, dopo aver fatto una doccia uscirono a gruppi dallo spogliatoio...

-­‐‑Come ti sembra quello nuovo?-­‐‑ Lee -­‐‑Beh... non so, è bravo...-­‐‑ Aaron titubante

-­‐‑Mmm... si... abbastanza, ma quello che mi chiedo è come mai non possa rimanere Wide Receiver...-­‐‑ Lee

-­‐‑Probabilmente ha smesso di essere una saetta.-­‐‑ Aaron con un'ʹalzata di spalle

-­‐‑Possibile... ci sentiamo, c'ʹè mia madre, chissà cos'ʹho combinato.-­‐‑ Lee sbuffando

-­‐‑Ok, ci si vede.-­‐‑ Aaron ridendo

Il ragazzo svoltó l'ʹangolo e due braccia lo circondarono accompagnate da una risata.

-­‐‑Ciao tesoro! -­‐‑ Ab dandogli un bacio sulla guancia -­‐‑Ciao! Come mai sei qui?-­‐‑ Aaron

-­‐‑Beh, sorpresa sorpresa... volevo dirtelo di persona. I miei non ci sono questo weekend...-­‐‑

Ambra sorridendo
-­‐‑Sembra interessante...-­‐‑ Aaron dandole un bacio sulle labbra -­‐‑E lo è! -­‐‑Ambra fingendosi offesa

-­‐‑Senza dubbio...-­‐‑ Aaron guardandola negli occhi divertito -­‐‑Allora è un sì?!-­‐‑ Ab illuminandosi
-­‐‑Certo... -­‐‑ Aaron come se fosse la cosa più ovvia al mondo -­‐‑Perfetto, ci sentiamo stasera. -­‐‑Ab dandogli un altro bacio -­‐‑Ok, ti chiamo io.-­‐‑ Aaron sorridendo

•••••••

Il ragazzo si incamminò verso casa stanchissimo e affamato, dopo un quarto d'ʹora circa spalancò la porta e si buttò sul divano accendendo la musica. Ci voleva proprio...

CAPITOLO 2

IL MATTINO DOPO

Mr Robinson era nello studio Max &co. dove il Detective privato che aveva assunto per "ʺpedinare"ʺ Aaron gli stava mostrando delle fotografie e illustrando i suoi appunti.

-­‐‑Da quello che ho scoperto, suo figlio è... come dire...-­‐‑ Detective scorrendo con lo sguardo i suoi appunti

-­‐‑Mi dica.-­‐‑ Mr Robinson piatto

-­‐‑Ehm... bisessuale, o nel gergo, bisex.-­‐‑ Detective mostrando alcune fotografie: in una, dell'ʹanno precedente se non di più, Aaron in un parco abbracciato a un ragazzo, Aaron che baciava un ragazzo... l'ʹimprenditore emise uno sbuffo stizzito e restituì la pellicola.

-­‐‑Queste sono di qualche giorno fa...-­‐‑ Detective allungando un foglio ritraente Ambra e Aaron in atteggiamenti intimi dopo la fine di una partita (il ragazzo aveva ancora la divisa addosso, sporca di fango)

-­‐‑Che cosa significa? Mi scusi, ma non riesco a capire.-­‐‑ Mr Robinson
-­‐‑Beh, il ragazzo è attratto sia da uomini che da donne. Senza alcuna apparente

preferenza...-­‐‑ Detective
-­‐‑Grazie. Arrivederci.-­‐‑ Mr Robinson uscendo dalla porta

L'ʹimprenditore guidava per le strade di Boston a tutta velocità, stringendo il volante tra le mani tanto che le nocche erano bianche... Non esisteva, non doveva essere così. Aaron non poteva permettersi il lusso di scegliere chi amare, aveva solo diciassette anni e non conosceva nulla del mondo, pensava che dopo la stupidaggine con quel Johnas di tre o quattro anni prima gli fosse passata, inoltre la sua carriera sarebbe stata compromessa se la notizia fosse resa nota.

Parcheggió velocemente la BMW davanti al cancello ed entró in casa come una furia cercando il figlio.

-­‐‑AARON! Scendi, dobbiamo parlare.-­‐‑ Mr Robinson

-­‐‑Che vuoi...?-­‐‑ Aaron scendendo le scale con indosso i pantaloni della tuta neri e una maglia grigia

-­‐‑Sei fidanzato?-­‐‑ Mr. Robinson
-­‐‑Non sono affari tuoi...-­‐‑ Aaron
-­‐‑Bene. Sei stato ancora con un ragazzo?! Maschio?!-­‐‑ Mr. Robinson -­‐‑Nemmeno questo ti deve importare...-­‐‑ Aaron alzando gli occhi al cielo -­‐‑Ah no?! E queste foto? Sai cosa succede se vengono fuori?-­‐‑ Mr. Robinson -­‐‑Mi hai fatto seguire?!-­‐‑ Aaron guardando le foto
-­‐‑Rispondi alla mia domanda!-­‐‑ Mr. Robinson

-­‐‑Non me ne frega davvero niente di quello che succederà! Pensi solo alla tua fottutissima carriera! Che vada in malora e tu pure! Non sai niente di me sei sempre assente e per scoprire qualcosa devi... farmi seguire!-­‐‑ Aaron

-­‐‑Ah, e queste le prendo io. Grazie.-­‐‑ Aaron prendendo i fogli prima di salire rapidamente le scale e sbattere la porta di camera sua

•••••••

Il ragazzo si buttó sul letto, guardando il soffitto. Le foto strette in mano. Prese coraggio e si giró prono per vedere ancora una volta il viso di Dean... lui gli aveva cambiato la vita e spezzato il cuore. Si erano conosciuti al secondo anno di High School. I capelli neri tagliati a spazzola, poco più alto di lui, carnagione scura, sorriso smagliante, fisico da paura... Era stato il suo secondo ragazzo.

Dolce e, soprattutto, in grado di tenere testa ad Aaron. Si erano lasciati dopo sei mesi per una litigata assurda quanto furiosa...

••••••

La partita era appena finita, i Boston Bengals avevano vinto di 77 punti contro i Boston Titans.

-­‐‑Dean! Ti pare logico?!-­‐‑ Aaron rivolto a un moro in divisa blu

-­‐‑Io l'ʹavrei fatto, Aaron. Cazzo, era la partita più importante, se voi aveste perso sareste rimasti comunque nel campionato!-­‐‑ Dean

-­‐‑Ma perchè te la prendi con me?! Non é stato il mio ultimo TouchDown a farvi perdere!-­‐‑ Aaron

-­‐‑Non è questo.-­‐‑ Dean

-­‐‑E allora cosa?! Senti, mi dispiace, ma ormai che cosa ci possiamo fare?-­‐‑ Aaron allargando le braccia

-­‐‑Tutta la squadra sapeva che stavamo insieme. E pure la tua.-­‐‑ Dean -­‐‑Non ti manderanno via...-­‐‑ Aaron

-­‐‑Come no... i Coach non erano d’accordo sulla nostra storia e questa partita ha confermato quello che pensavano.-­‐‑ Dean

-­‐‑Dean...-­‐‑ Aaron
-­‐‑Cosa?-­‐‑ Dean guardandolo
-­‐‑Sul serio, mi dispiace...-­‐‑ Aaron incontrando i suoi occhi -­‐‑Non cambierà le cose!-­‐‑ Dean
-­‐‑E che cazzo ti devo dire allora? –
Aaron

-­‐‑Niente! È... tutto sbagliato. Dal principio, da noi, dal fatto che siamo in due squadre diverse e... non voglio continuare ad avere l'ʹansia da prestazione per dimostrare che sono ancora un buon difensore.-­‐‑ Dean

-­‐‑... immagino che ora tu te ne andrai, io pure e non ci sentiremo più... giusto?-­‐‑ Aaron senza far trasparire alcuna emozione dalla voce

Dean gli voltó le spalle e si girò verso gli spogliatoi che raggiunse con il casco che batteva tristemente sulla coscia. Aaron andó dall'ʹaltra parte; dopo una breve doccia e

pochi festeggiamenti uscì.
-­‐‑Aaron!! Che fai, non vieni con noi?-­‐‑ Lee rincorrendolo fuori

-­‐‑ Certo che vengo, che domande. Avevo solo bisogno di aria.-­‐‑ Aaron dopo un attimo in cui aveva visto la figura di Dean che guardava nella sua direzione dagli spogliatoi dei Titans

CONTINUA...

CAPITOLO 3

Passarono le settimane e la partita per arrivare ai Playoffs si avvicinava rapidamente, la tensione in squadra cresceva come la frequenza degli allenamenti e, di conseguenza, i voti scolastici calavano. I giorni erano segnati con delle croci sui diari o calendari dei ragazzi. E oggi era il grande momento, una partita importante, la prima, una tra grandi nemici.

Titans e Bengals.

Tutte e due le squadre puntavano su un giocatore in particolare: i Titans su Dean Connery e i Bengals su Aaron Robinson. Per la prima volta dopo un anno si sarebbero incontrati nuovamente.

•••••••

Il dreader era seduto sulla panca in spogliatoio, c'ʹera silenzio. Appoggió il capo al muro e sospiró, la musica nelle orecchie era abbastanza alta da impedirgli di sentire i discorsi dei suoi compagni di squadra. Percepiva lo sguardo di Kyle e Lee, li vedeva confabulare come molti altri nella stanza e ogni tanto gli lanciavano qualche occhiata tra il preoccupato e l'ʹincoraggiamento. Argomento e domanda ovvia: ce l'ʹavrebbe fatta a giocare contro Dean? La porta si spalancó e il Coach fece un cenno ai ragazzi, loro si alzarono, riposero le cuffie e presero i caschi arancioni, alcuni legarono i capelli e misero fasce per scostarli dal viso,

altri semplicemente si misero il casco e seguirono l'ʹallenatore.

Entrato in campo sentì annunciare il nome di Dean e automaticamente alzó lo sguardo verso lo schermo poco prima di vedersi in quello opposto. Non era cambiato.

•••••••

VERSO LA FINE DELLA PARTITA Aaron era in panchina, la divisa infangata e in alcuni punti sporca di erba. Mancava solo l’ultimo quarto alla fine di quella dannata partita, ora era in campo la difesa e pregó con tutto sè stesso che non intercettassero... Lucas saltó davanti all'ʹattaccante e prese il pallone tra le mani, correndo verso il TouchDown. Il ragazzo lo maledisse in tutte le lingue che conosceva.

-­‐‑ATTACCO! -­‐‑ Coach

Aaron ascoltó passivamente lo schema. Dean era lì, con l'ʹ85 bianco che spiccava sulla divisa blu, gli occhi castani, la carnagione scura... aveva resistito fino ad allora cercando di non correre dalla sua parte, sapeva che ora, dopo quasi tre ore di partita la stanchezza iniziava a farsi sentire. I giocatori si posizionarono gli uni di fronte agli altri fissandosi con cipiglio. L'ʹazione partì, il ragazzo scartó il primo difensore e la palla gli arrivó tra le mani. Evitó Dean due/tre volte, ma lui lo conosceva, non ci cascó nemmeno, allora Aaron corse esattamente tra le sue braccia, il difensore gli strinse le braccia attorno alla vita. Tutto si fermó in quel momento, c'ʹera solo lui, loro due, i suoi occhi ambrati in quelli nocciola del DefensiveEnd, Dio che spettacolo, quasi ci vedeva l’Universo. Perfetto come sempre, anche con il paradenti, sudato e sporco di fango... una vocina si fece largo tra i suoi pensieri ricordandogli quella maledetta sera, esattamente un anno prima, quando se ne era andato. Aaron riuscì a rompere il placcaggio dopo aver fatto qualche passo tra le braccia di Dean e corse verso il TouchDown, senza voltarsi indietro, senza fermarsi. Mancavano pochi passi alla linea, due braccia lo avvolsero da dietro buttandolo per terra, lui allungó la mano con la palla, che superó l'ʹEndZone di pochissimi centimetri e l'ʹarbitro la diede buona.

•••••••

La partita ormai era finita e le due squadre andarono in spogliatoio Aaron si sentì sbattere al muro con una mano sul petto. Espiró tutta l'ʹaria per il colpo.

-­‐‑Ma che cazzo fai?! -­‐‑ Aaron quasi gridando in faccia a Dean

-­‐‑Possiamo parlare?-­‐‑ Dean
-­‐‑E perchè? Cosa dovremmo dirci? Che ci dispiace!?-­‐‑ Aaron -­‐‑Non lo so... senti, forse ho...-­‐‑ Dean
-­‐‑Stai per chiedermi scusa?! È fiato sprecato. -­‐‑ Aaron
-­‐‑Un po'ʹ mi mancano le tue sclerate... -­‐‑Dean sorridendo

-­‐‑Oh, tesoro, anche a me manca... no, niente.-­‐‑ Aaron mentendo a sè stesso, certo che gli mancava e anche tanto, ma non glielo poteva mica sbattere in faccia come se pendesse dalle sue labbra

-­‐‑Aaron.-­‐‑ Dean alzando gli occhi al cielo

-­‐‑Nessuno ti ha chiesto di parlare...-­‐‑ Aaron

-­‐‑Nessuno ti ha obbligato.-­‐‑ Dean

-­‐‑No, mi hai solo spiaccicato contro al muro ma, no, nessun obbligo.-­‐‑ Aaron sbuffando

-­‐‑Da quel che mi ricordo il muro ti stava simpatico quando stavamo insieme.-­‐‑ Dean sogghignando

-­‐‑Stronzo.-­‐‑ Aaron sbuffando

-­‐‑Ti andrebbe di uscire? -­‐‑ Dean

-­‐‑...No!! -­‐‑ Aaron spingendolo via

Dean rimase a guardarlo rientrare in spogliatoio con un mezzo sorriso sulle labbra.. avrebbe cambiato idea, sicuramente.

CONTINUA

CAPITOLO 4

IL GIORNO DOPO

-­‐‑Traumatico il ritorno della vecchia fiamma? -­‐‑ Lee scuotendo i corti dread scuri in una risata

-­‐‑Vecchia...? Cioè, ehm, no. No, perché?-­‐‑ Aaron
-­‐‑Aaron... sul serio sembri una dodicenne in crisi ormonale.-­‐‑ Lee -­‐‑Non esagerare, solo... -­‐‑ Aaron

-­‐‑Solo che sei rosso come un pomodoro.-­‐‑ Lee sornione -­‐‑Fa caldo.-­‐‑ Aaron
-­‐‑Stai andando in meno-­‐‑pausa?-­‐‑ Lee
-­‐‑Che ti ho fatto di male?!-­‐‑

Aaron esasperato
-­‐‑Tu. Ci stai cascando. Di nuovo. -­‐‑ Lee premendogli un dito sul petto -­‐‑Non sto cascando da nessuna parte... Dottor Stranamore.-­‐‑ Aaron -­‐‑Aspetta almeno la fine del campionato...-­‐‑ Lee
-­‐‑Porca puttana. Fatti gli affari tuoi una volta tanto! -­‐‑ Aaron
-­‐‑Non venire a piangere da me poi...-­‐‑ Lee alzando le spalle
-­‐‑Ma per favore, chi piange? -­‐‑ Aaron
-­‐‑La mia spalla sarà sempre a tua disposizione. -­‐‑ Lee
-­‐‑*sospiro rassegnato* sì, sì, Lee. Hai ragione-­‐‑ Aaron ridendo -­‐‑Tornerai invocando perdono...-­‐‑ Lee fingendosi offeso
-­‐‑Mmm. Potresti aver ragione...-­‐‑ Aaron tirando fuori il telefono DEAN: "ʺCiao"ʺ
AARON: "ʺCiao..."ʺ
DEAN: "ʺCi hai ripensato?"ʺ
AARON: "ʺNo."ʺ
DEAN: "ʺCambierai idea."ʺ
AARON: "ʺFammela cambiare..."ʺ
DEAN: "ʺMi stai dando un'ʹaltra possibilità?"ʺ
"ʺAaron: ultimo accesso oggi alle 10:37"ʺ
•••••••

In campo Kyle si affiancó ad Aaron. Il dreader camminava davanti a lui e il biondo lo stava praticamente mangiando con gli occhi: fisico a V ma non troppo pompato, braccia muscolose, gambe pure e...

-­‐‑Hai un bel culo...-­‐‑ Kyle senza riuscire a trattenersi

Aaron si voltó guardandolo seccato e fece schioccare la lingua sul palato. -­‐‑Non scherzo.-­‐‑ Kyle sorridendo
-­‐‑Lo so... certi commenti potresti anche evitarli. -­‐‑ Aaron
-­‐‑È... più forte di me.-­‐‑ Kyle

Dopo alcune altre battute a doppio senso Aaron lasció cadere la palla a terra. Alzando gli occhi al cielo.

-­‐‑Datemi la forza-­‐‑ Aaron sottovoce

-­‐‑Posso farti una domanda? -­‐‑ Kyle

-­‐‑Sentiamo...-­‐‑ Aaron sorridendo quasi divertito dalla situazione

-­‐‑Com'ʹè essere bisex? -­‐‑ Kyle

-­‐‑Ehm... beh, da un lato vantaggioso perchè hai più possibilità di scelta, ma anche complicato... e confusionale...-­‐‑ Aaron

-­‐‑Quando l'ʹhai scoperto?-­‐‑ Kyle -­‐‑Verso i quindici anni.-­‐‑ Aaron -­‐‑E...?-­‐‑ Kyle
-­‐‑Riprendiamo...-­‐‑ Aaron -­‐‑Ma...-­‐‑ Kyle

-­‐‑No! -­‐‑ Aaron
-­‐‑Volevo solo sapere...-­‐‑ Kyle
-­‐‑Cosa.-­‐‑ Aaron rassegnato
-­‐‑Boh...-­‐‑ Kyle con un sorrisino furbo sulle labbra
-­‐‑Posso picchiarti? -­‐‑ Aaron inviperito
-­‐‑Puoi fare quello che vuoi...-­‐‑ Kyle adorante
Aaron gli molló un pugno sul naso facendolo collassare sul terreno. -­‐‑AARON! -­‐‑ Coach
-­‐‑Mi ha esasperato. Ok? -­‐‑ Aaron
-­‐‑"ʺOk"ʺ niente... che ne dici di fare qualche giro di campo? -­‐‑ Coach -­‐‑Ma perchè?! È stata legittima difesa! –

Aaron
-­‐‑Rapido.-­‐‑ Coach indicandogli la riga bianca che delimitava la zona di gioco

Aaron non ribattè e inizió il primo dei cinque giri di campo... Kyle intanto si era ripreso nonostante le risate di scherno da parte di Lee che, dopo aver sentito il racconto non era riuscito a trattenersi. L'ʹafroamericano sorrise e scosse la testa pensando all'ʹamico che ora stava correndo, riusciva sempre a incasinarsi...

•••••••
A CASA DI PAULETTE

-­‐‑Andiamo, si puó sapere cos'ʹè successo?-­‐‑ Pi infilando la mano in un pacchetto di patatine

-­‐‑Non lo so...-­‐‑ Ambra alzando le spalle -­‐‑Mi sembri triste.-­‐‑ Pi

-­‐‑No, sono solo... quello che vorrei dire è che...-­‐‑ Ambra tamburellando sul tavolo con le dita

-­‐‑Che...?-­‐‑ Pi
-­‐‑Si puó essere gelosi di un ex?-­‐‑ Ambra
-­‐‑Robinson! Giuro che gli spezzo le gambe a quel...-­‐‑ Pi

-­‐‑Cosa?! No! Lui è.. va tutto bene con, invece quel Connery... mi sta antipatico, non lo sopporto, non puó permettersi di ripiombare qui e fregarmi il ragazzo!-­‐‑

Ambra

-­‐‑Non mi sembra troppo grave: si sono visti solo in partita, non credo che Aaron faccia stupidaggini.-­‐‑ Pi

-­‐‑Tu dici?! Mi sembra diverso da quando c'ʹè stata la partita...-­‐‑ Ambra

-­‐‑Beh, tu non me l'ʹhai mai fatto conoscere e io non posso giudicare le sue azioni ora.-­‐‑ Pi

-­‐‑Non te l'ʹho fatto conoscere perchè so cosa pensi dei bisex.-­‐‑ Ambra alzando un sopracciglio

-­‐‑Si, ma non credo che si sarebbe presentato dicendo: "ʺPiacere sono Aaron Bisessuale Robinson"ʺ.-­‐‑ Pi

-­‐‑Ma va'ʹ...-­‐‑ Ambra ridendo

-­‐‑Comunque continuo a dire che dovremmo uscire in quattro: io, tu, il rasta e "ʺguardatemisonofigo"ʺ Kyle...-­‐‑ Pi

-­‐‑"ʺguardatemisonofigo"ʺ?-­‐‑ Aambra

-­‐‑Ma l'ʹhai guardato bene?-­‐‑ Pi alzando due volte le sopracciglia con un sorrisino stampato sulle labbra

-­‐‑Ma ci hai mai parlato?-­‐‑ ambra trattenendo una risata -­‐‑Non si risponde a una domanda con un'ʹaltra domanda!-­‐‑ Pi -­‐‑Mmm... peró ci stava bene dai..-­‐‑ Ambra
-­‐‑Convinta, ragazza.-­‐‑ Pi

Le due amiche poco dopo si sistemarono sul divano con un cuscino a testa, pouf per appoggiare le gambe, Coca-­‐‑Cola e patatine. Accesero il televisore e selezionarono un thriller che sembrava promettere bene: "ʺChiamata da uno sconosciuto"ʺ

CONTINUA

CAPITOLO 5

DOPO QUALCHE GIORNO

Il sole era alto nel cielo, l'ʹaria tiepida e un profumo dolce di fiori annunciava maggio. Aaron camminava per le strade trafficate di Boston con gli auricolari nelle orecchie, indossava una maglia a maniche corte metà verde acqua e metà bianca, un paio di jeans a vita bassa, stretti sui polpacci e delle blazer grigie. I dread erano raccolti nella solita coda alta, anche se ora come ora, con l'ʹafa che avanzava, pensava solo a come potesse stare con un classico taglio a spazzola; rimase concentrato per un po'ʹ di tempo, ma poi scosse la testa inorridito e decise che era meglio soffrire il caldo. Controlló la scritta sulla mano e alzó lo sguardo al primo incrocio per orientarsi. St. James Avenue 470. Mancava poco per fortuna, forse cinque minuti.

•••••••

Dean se ne stava comodamente seduto su un muretto di mattoni, all'ʹombra di un albero. Si passó una mano nei capelli corvini pensieroso, forse non sarebbe

venuto. La maglia bianca risaltava la carnagione scura, mentre un paio di jeans neri e stretti lo slanciavano. Picchiettó sul marciapiede sottostante a lui con le AllStar, era nervoso, molto nervoso: aveva visto anche durante l'ʹultima partita che Aaron non era più lo stesso di appena un anno prima. Finalmente intravide il RunningBack avvicinarsi a lui e togliersi gli auricolari...

-­‐‑Sei arrivato...-­‐‑ Dean senza muoversi -­‐‑Sì... -­‐‑ Aaron alzando lo sguardo
-­‐‑Ti va un gelato? -­‐‑ Dean
-­‐‑Crema e fragola?-­‐‑ Aaron

-­‐‑Crema e fragola.-­‐‑ Dean sorridendo

-­‐‑Pensi che sia uno sbaglio? -­‐‑ Dean, mentre tornavano al muretto con i gelati in mano

-­‐‑Non stiamo facendo nulla di male..-­‐‑ Aaron -­‐‑Ok...-­‐‑ Dean

-­‐‑Peró... insomma, ti ricordavo diverso... più... immediato.-­‐‑ Dean dopo un attimo di silenzio

-­‐‑Immediato?! -­‐‑ Aaron corrugando la fronte
-­‐‑Beh, sì, stai girando intorno al concetto senza dirmi cosa succede.-­‐‑ Dean
-­‐‑E cosa succede che dovrei dirti? -­‐‑ Aaron
-­‐‑Per esempio, sei fidanzato e siamo qui a prenderci in giro? -­‐‑ Dean
-­‐‑Sono fidanzato, ma non sono qui per prenderti in giro.-­‐‑ Aaron
-­‐‑Chi è?-­‐‑ Dean
-­‐‑Era alla partita, Ambra.-­‐‑ Aaron
-­‐‑Bel nome.-­‐‑ Dean
-­‐‑E tu? -­‐‑ Aaron
-­‐‑Io cosa?-­‐‑ Dean
-­‐‑Come mai non ti fai vivo per un anno e poi torni solo per la partita? -­‐‑ Aaron -­‐‑Doveva sembrare casuale...-­‐‑ Dean
-­‐‑Inventane un'ʹaltra... -­‐‑ Aaron ridendo

-­‐‑Va bene. Volevo esserci anche io per schiacciare la tua squadra o almeno rimanere nei Playoffs... questa va meglio? -­‐‑ Dean

-­‐‑Sa più da Titans... -­‐‑ Aaron
-­‐‑Potresti essere meno ambiguo? Cazzo, mi stai facendo impazzire! -­‐‑ Dean

-­‐‑Non voglio darti delle risposte definitive, tu... non è che posso... "ʺAprirti la porta"ʺ a cuor leggero.-­‐‑ Aaron

-­‐‑Quindi un po'ʹ ti importa? -­‐‑ Dean
-­‐‑Di cosa?-­‐‑ Aaron
-­‐‑Di... di un possibile "ʺnoi"ʺ?-­‐‑ Dean
-­‐‑È complicato...-­‐‑ Aaron sospirando con gli occhi nei suoi nocciola -­‐‑Lo è sempre stato.-­‐‑ Dean

-­‐‑Già... E a te importa? O alla prossima sconfitta scomparirai? -­‐‑ Aaron spostando lo sguardo

-­‐‑Non posso darti una risposta definitiva...-­‐‑ Dean
-­‐‑Rubami pure le battute.-­‐‑ Aaron annuendo con un sorriso •••••••

Un'ʹoretta dopo nella sua stanza fissava il soffitto sopra di sè: bianco, indefinito e troppo grande. La musica nelle orecchie non riusciva a calmarlo nemmeno un po'ʹ, forse aveva davvero bisogno di rivedere scritto da qualche parte "ʺDean+Aaron"ʺ, di vederlo sorridere, di proteggersi tra le sue braccia e non proteggere qualcun altro tra le sue, staccare la spina e lasciarsi coccolare.

Avrebbe dovuto dirlo ad Ambra? Forse no, in fondo non aveva fatto nulla di male. Beh, qualche spiegazione gliela doveva ma non in quel momento.

•••••••
-­‐‑AARON!-­‐‑ Mr. Robinson dal pian terreno -­‐‑Bentornato eh.-­‐‑ Aaron scendendo le scale
-­‐‑Il citofono...-­‐‑ Mr. Robinson sparendo nello studio -­‐‑Ma eri già qui giù!-­‐‑ Aaron

Poi aprì la porta dopo aver ricevuto in risposta solo il suono di un computer che si accendeva.

-­‐‑Deve essere il mio giorno fortunato...-­‐‑ Aaron sbuffando

-­‐‑Hey, è sempre un piacere trovarmi di fronte il tuo bel...-­‐‑ Kyle sorridendo divertito

-­‐‑Risparmiami... hai bisogno?-­‐‑ Aaron interrompendolo

-­‐‑Tu dici? Te l'ʹhanno mai detto che sei un bastardo antipatico?!-­‐‑ Kyle appoggiandosi alla porta e leccandosi le labbra

-­‐‑Sì e a te?-­‐‑ Aaron accennando un sorriso
-­‐‑Vuoi iniziare tu?-­‐‑ Kyle
-­‐‑Senti, mi dici che cosa vuoi?-­‐‑ Aaron
-­‐‑Lo sai cosa voglio, Robinson.-­‐‑ Kyle sporgendosi verso di lui -­‐‑Ciao.-­‐‑ Aaron sbattendogli letteralmente la porta in fronte -­‐‑Porca putt...-­‐‑ Kyle massaggiandosi la parte dolente *DRINN DRINN*

-­‐‑Sei ancora qui?! Aaron aprendo nuovamente la porta -­‐‑Non mi arrendo così facilmente...-­‐‑ Kyle

-­‐‑Kyle, mi hai rotto i coglioni e ci conosciamo solo da due/tre mesi, e me li stai rompendo ancora di più in questo momento, quindi ora dimmi: cosa ti ha portato qui, incauto viaggiatore?-­‐‑ Aaron facendo appello a tutta la sua volontà per evitare di strozzarlo

-­‐‑Il Coach mi ha dato i nuovi schemi, in caso riuscissimo ad arrivare al SuperBowl e...-­‐‑ Kyle bloccandosi per sfoderare un ghigno

-­‐‑E...?-­‐‑ Aaron alzando un sopracciglio

-­‐‑Si dà il caso che dobbiamo studiarli insieme.-­‐‑ Kyle

-­‐‑Nei tuoi sogni. Sparisci.-­‐‑ Aaron spingendo la porta

-­‐‑Tsk, tsk, tsk, gli ordini sono ordini anche per te, piccola star.-­‐‑ Kyle bloccando la porta con un piede

-­‐‑Ok, studieremo insieme questi schemi e poi mi giuri che te ne andrai?!-­‐‑ Aaron -­‐‑Affare fatto.-­‐‑ Kyle entrando con un sorriso
Il biondo si guardó intorno, mentre il più grande lo guidava in cucina. La

credenza che correva per tutto il corridoio era piena di foto di una famiglia allegra e unita, non di certo quella che ora era, da come Aaron non ne parlasse quasi mai. Una donna bionda attiró la sua attenzione, in una foto in bianco e nero dove teneva tra le braccia un neonato, che quasi certamente era il dreader, a meno che non avesse un fratello, la stessa donna in una foto più recente mentre il figlio le dava un bacio sulla guancia con un gran sorriso.

-­‐‑Hey, ci sei?-­‐‑ Aaron

-­‐‑È tua madre?-­‐‑ Kyle guardando la cornice

-­‐‑Aha...-­‐‑ Aaron incupendosi per un istante

-­‐‑Scusa, non volevo... condoglianze...-­‐‑ Kyle dispiaciuto

-­‐‑Ma sei matto? Condoglianze di cosa?! -­‐‑ Aaron scoppiando a ridere

-­‐‑Ehm, hai fatto una certa faccia.-­‐‑ Kyle indispettito

-­‐‑No, è solo che... beh, lei è in Inghilterra o in Francia, non mi ricordo bene...-­‐‑ Aaron

-­‐‑Che lavoro fa?!-­‐‑ Kyle

-­‐‑Hai presente "ʺRunway"ʺ?-­‐‑ Aaron

-­‐‑La rivista di moda?-­‐‑ Kyle

-­‐‑Si, lei la dirige e non c'ʹè quasi mai...-­‐‑ Aaron abbassando lo sguardo

-­‐‑Tu-­‐‑tua madre è Wendy Tatcher?!-­‐‑ Kyle sbarrando gli occhi

-­‐‑Già...-­‐‑ Aaron

-­‐‑Sai, non mi aspettavo di avere davanti il figlio dell'ʹidolo di mia sorella, non sembri proprio un cocco di mamma...-­‐‑ Kyle ridendo

-­‐‑No, anche perchè "ʺmamma"ʺ non c'ʹè e c'ʹè solo il caro daddy-­‐‑ Aaron con un mezzo sorriso

-­‐‑Robinson Senior?-­‐‑ Kyle -­‐‑Indovinato...-­‐‑ Aaron

-­‐‑E lui com'ʹè?-­‐‑ Kyle incuriosito dalla conversazione e dall'ʹimprovvisa apertura del ragazzo

-­‐‑Lui è... molte cose.-­‐‑ Aaron

-­‐‑Lui vede tutto, sente tutto..-­‐‑ Kyle

-­‐‑Mangia tutto.-­‐‑ Aaron concludendo con lui

-­‐‑Dai sul serio...-­‐‑ Kyle

-­‐‑Sul serio dobbiamo imparare questi schemi...-­‐‑ Aaron tornando quello di sempre

-­‐‑Come vuoi...-­‐‑ Kyle serio

•••••••

VERSO LE SEI DI POMERIGGIO

-­‐‑Ci vediamo domani... ah, ti ho già detto che hai un...-­‐‑ Kyle sulla porta

-­‐‑No, grazie, dei tuoi commenti mi ammazzerai domani...-­‐‑ Aaron

-­‐‑Simpatia portami via...-­‐‑ Kyle

-­‐‑Eclissati.-­‐‑ Aaron chiudendo la porta e lasciandosi scivolare contro di essa

Parlare di sua mamma non era stata una grande trovata, ora gli mancava ancora di più.

•••••••

Aaron salì in camera e si buttó sul letto, fissó ancora il soffitto. Si giró verso il muro. Verso la finestra. Si mise seduto. Scorse la rubrica sul telefono tormentando l'ʹanellino al labbro.

-­‐‑Pronto, mamma...?-­‐‑ Aaron

CONTINUA

CAPITOLO 6

A CASA DI AMBRA

La ragazza era semi sdraiata sul divano, il capo sulle gambe di Aaron che le sorrideva pensieroso accarezzandole i capelli tinti di nero e, sulle punte, azzurro e blu. Wippy, la gatta di Ambra, si arrampicó facilmente sul divano e raggiunse il ragazzo, accoccolandosi all'ʹaltezza dello stomaco.

-­‐‑Ambra?-­‐‑ Aaron dopo qualche secondo
-­‐‑Sì?!-­‐‑ Ambra aprendo gli occhi, ancora intorpidita dal relax che le era stato dato

dalle carezze

-­‐‑Sono uscito con Dean.-­‐‑ Aaron

-­‐‑Ah.-­‐‑ Ambra irrigidendosi

-­‐‑Non è successo niente.-­‐‑ Aaron mordendosi la lingua pentendosi di aver iniziato il discorso

-­‐‑E perchè me lo dici allora?-­‐‑ Ambra

-­‐‑Credevo che ne dovessi essere informata...-­‐‑ Aaron

-­‐‑Bene, ora lo sono.-­‐‑ Ambra

-­‐‑Ambra, il fatto è...-­‐‑ Aaron

-­‐‑ Il fatto niente! Lui non puó permettersi di...-­‐‑ Ambra iniziando a gesticolare furiosamente





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