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C'era una volta l'Estate

C’era una volta l’Estate

 

Eravamo nel pieno dell’estate e, come sempre, noi ragazzi avevamo una vera adorazione per questa stagione che ci riportava non solo al mare ma, soprattutto, dentro il mare e poi sulla spiaggia, ritrovo abituale e continuativo, dall’alba al tramonto, dove poter partecipare o organizzare gruppi e comitive per ritrovarsi e stare insieme.

E così abitualmente: tutti al bagno insieme, e poi alla doccia insieme e poi , ancora, tutti insieme anche nei momenti successivi della merenda, dei giochi sulla sabbia, della rassegna delle barzellette patrimonio inesauribile di successo, ahimè riservato solo ai più bravi tra i partecipanti.

E agli altri restavano poche alternative,il gioco delle carte, la musica, il canto al suono della chitarra e della fisarmonica, allora, compagne dei giovani e strumenti d’allegria .

E quando al tramonto i gruppi lentamente si scioglievano, era solo per poco, per poi ricostituirsi, subito dopo, incontrandosi al bar o anche al Dancing, il locale progenitore dell’attuale Discoteca.

Ma il Dancing non durava oltre la mezzanotte, perciò, per i nottambuli, gli ancora rimasti, non restava altro che un pasto estemporaneo: < l’acquasala> (detta anche, in altri luoghi, caponata, panzanella,etc.).

Preparata al momento,con la collaborazione dei forni, pronti a fornire i biscotti di pane duro fragranti e dei fruttivendoli che, restando aperti anche di notte, potevano fornire gli altri ingredienti necessari: pomodori, peperoncini verdi, olive, origano,etc,etc .

Voglio dire che questa pietanza improvvisata, di origine contadina, semplice e appetitosa, si prestava all’aggiunta di molte verdure e aromi, prodotti utili a valorizzarne il sapore.

Gli stessi negozi di verdura poi, erano in grado di fornire degli enormi piatti di coccio per la preparazione , ed anche l’olio di oliva locale ed il sale per condire; ed infine anche lo stesso vino di fattoria, robusto e intensamente profumato.

La preparazione era rapida e semplice : una volta riempiti questi enormi piatti con il pane biscottato,lo si bagnava e subito lo si condiva con pomodori, peperoncini,  origano e con l’olio ed il sale. Quindi si passava al pasto collettivo, organizzato per piccoli gruppi, pronti a consumare tutti insieme dallo stesso unico enorme piatto, dislocati intorno ad esso, seduti sui marciapiedi ancora cocenti per il sole delle ore calde.Momenti indimenticabili di colori, sapori, suoni ed allegria, un ricordo felice della nostra beata gioventù.

 

           Giugno 2011 - r.m.





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